Presentazione in coincidenza della prima conferenza prepartita per il nuovo allenatore della Reggiana Lorenzo Rubinacci, introdotto nella sala stampa del Città del Tricolore dal presidente del club granata Carmelo Salerno. «Un onore sedere su questa panchina – sono le sue prime parole dopo i ringraziamenti di Salerno a Davide Dionigi –. Parlare prima di fare non è semplice, preferisco esprimermi con il lavoro. Ho sostenuto oggi il primo allenamento con la sensazione di essere tornato a casa. Non mi preoccupa il fatto di essere stato viceallenatore o collaboratore negli ultimi anni. Ho fatto molteplici esperienze anche all’estero e mi sento all’altezza dell’incarico».
Sulle condizioni in cui trova la Reggiana: «Ho visto quasi tutte le partite, con cose buone e altre meno. Sono qui per dare un cambiamento che deve essere in primis emotivo, né fisico, né tattico. Attraverso la sofferenza, che arriva quando si ama davvero qualcosa. Avendo allenato in tutto il mondo so che serve sensibilità. Questo è un grande vantaggio per chi come me deve entrare nel cuore dei giocatori. Nesta? Un grande amico, un fratello minore e un tifoso della Reggiana». Per il derby col Mantova si è tenuto un discorso celebrativo che qualche anno fa esternò in un’altra sentitissima sfida di confine, col Parma.
Sull’esame da non sbagliare con i biancorossi di Modesto: «Del Mantova temo il cambiamento di mentalità e di gioco rispetto al recente passato. Gioca bene ma noi dovremo essere più bravi di loro se vogliamo spuntarla. La salvezza non passa da questo impegno, che non è da dentro o fuori. Dobbiamo cercare di vincere le partite ritrovando i nostri equilibri, per la nostra gente. Si possono conquistare in molti modi, anche con la fortuna, anche quando sono gare sporche. Perché in B è così, molte partite lo sono. L’atteggiamento per salvarsi è stare dentro le sfide e approfittarne, sporcandosi le mani. Ripartiremo proprio da qui».
(fonte Gazzetta di Mantova)

