Con Bianay Balcot il Mantova blinda la fascia destra

L'ex Ternana vuole guadagnarsi la fiducia di Modesto: "Qui il livello è alto, sono smanioso di imparare ma voglio anche mettermi in mostra. So che il mister fa le sue scelte e potrei scendere in campo come a Terni o anche meno. Ma ad un livello più elevato"

Prima conferenza stampa in carriera per il 20enne neoacquisto del Mantova Côme Bianay Balcot, che davanti ai cronisti ha avuto modo di descriversi e raccontare dei suoi obiettivi professionali. Papà originario delle Guadalupa, BB (come ormai l’abbiamo soprannominato) è cresciuto frequentando il Parco dei Principi parigino e non nasconde simpatie per il Psg.

«Sono giovane, non era mai capitato di parlare così, davanti ad una platea di giornalisti – afferma senza comunque tradire emozione l’ex Ternana, nato a Saint-Mandé, sobborgo di Parigi -. Mi piace farlo con voi, perché ho subito inteso che avete a cuore le sorti del Mantova. Il debutto? Sì, è stato sin qui il momento più importante della mia carriera, perché la B è il livello più alto che mi trovo ad affrontare. Ero stato in panchina in prima squadra al Torino ma senza scendere in campo. Sono felicissimo di aver giocato quei 3 minuti nel recupero di Padova, per me si tratta solo di un inizio. Radaelli aveva i crampi e il mister mi ha chiamato per entrare. Ero pronto, il Padova spingeva per pareggiare ed è stato fondamentale farsi trovare pronti».

In B ritrova tanti ex compagni: «Avendo fatto la Primavera sia a Monza che in granata conosco parecchi ragazzi che sono impegnati nel torneo cadetto, chi a Modena, chi a Bari. Tra gli altri c’è Tommaso Marras, buon amico, col quale ho giocato nel club brianzolo. Quando ha segnato al Palermo ci siamo sentiti, gli ho inviato un messaggio di complimenti. E ora eccomi qui… Mi ha detto che a dispetto della difficile situazione di classifica, a Mantova c’è un bell’ambiente. Uno spogliatoio sano, da cui ripartire per arrivare al più presto all’obiettivo della salvezza. Un gruppo unito, sereno, con tutti felici per la doppietta di Mensah. E poi tra gli amici c’è Mullen, con cui ho giocato sei mesi in Primavera al Toro».

Si descrive così, spiegando anche la trattativa per approdare nel clan Acm: «Ho sempre fatto tutta la catena di destra, sia il braccetto che il quinto. Mi piacciono i duelli perché ho abbastanza fisicità e velocità. Quanto al mio trasferimento, volevo andare via da Terni, perché ritenevo il minutaggio d’impiego insoddisfacente. Pensavo di ritrovarmi in un’altra squadra di C, invece si è presentata questa opportunità. Che giudico molto importante, perché permette di fare un salto di categoria. Qui il livello è alto, sono smanioso di imparare ma voglio anche mettermi in mostra. So che il mister fa le sue scelte e potrei scendere in campo come a Terni o anche meno. Ma ad un livello più elevato. E piano piano spero di guadagnare terreno nelle gerarchie e la fiducia del tecnico. Fisicamente sto bene, so che il calcio di Modesto è molto dispendioso ma il mio maestro è Juric, sono abituato a lavorare con allenatori che puntano sulla corsa. Sì, credo che l’atletismo sia un mio punto di forza».

 

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1 mese fa

Vero,contro il Padova abbiamo visto qualche tiro da fuori ,bisogna insistere su quello

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1 mese fa

Ci vorrebbe un centrocampista col vizio del gol , poi saremmo aposto

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