Padova-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

La strada è lunghissima, ma l'Acm sta dimostrando quantomeno di potersi giocare la salvezza con le dirette concorrenti

A Padova hanno Sant’Antonio (ma sabato era l’anniversario dell’Abate, eremita di origine egiziana), noi invece abbiamo San Devis. E’ servita una bellissima e, oggettivamente impronosticabile, doppietta del neo capitano Mensah, centravanti abituato a segnare col contagocce, per far tornare al successo il Mantova dopo quasi due mesi. Sei punti conquistati fra andata e ritorno: i biancoscudati di Andreoletti sono felici di non doverci più incontrare. La vittoria è ossigeno per la deficitaria classifica dei biancorossi.

Ma i tre punti non sono la sola nota lieta del pomeriggio dell’Euganeo. Ancor più da sottolineare è stata la prestazione offerta dalla truppa di Modesto. Grinta e determinazione. Coraggio nell’andare al tiro, anche dalla distanza, ogni volta che se ne presentava l’occasione. Ma anche tanta qualità nei tocchi e nelle conclusioni, la giusta lucidità, e la capacità di leggere i momenti della partita. La sofferenza finale ci sta, quando si ha un avversario che inserisce giocatori offensivi uno dopo e l’altro, e che si sbilancia alla ricerca disperata del pari. Mister Modesto sta portando avanti un buon lavoro, che inizia a dare i suoi frutti. E di questo gliene va dato atto. Con tanti elogi per i singoli, oltre al bomber di giornata. Bardi che si conferma un signor portiere, decisivo anche in terra patavina. La difesa che pur molto sollecitata, è riuscita a contenere un campione del calibro del Papu Gomez. Con un Paoletti che se la cava dignitosamente pur adattato in un ruolo non suo. A centrocampo, Wieser stavolta davvero bravo, e Trimboli uomo ovunque, autore di una prova monumentale. Un Marras la cui tecnica e capacità balistica sono un vero valore aggiunto di questo Mantova. E un Ruocco che si è acceso a sprazzi ma che comunque mostra sempre intelligenza nel capire come rendersi pericoloso. Per finire col neo acquisto Buso, che nei pochi minuti in cui è stato chiamato in causa ha lasciato intravvedere buone potenzialità.

Quello che lascia ben sperare è che si legge in filigrana un percorso di crescita. La costruzione mattone dopo mattone di una squadra che plasmata dal credo tattico del mister calabrese, con interpreti da lui ritenuti adatti al suo gioco e a recitare il copione che intende assegnare loro. La strada è lunghissima, ma il Mantova sta dimostrando quantomeno di potersi giocare la salvezza con le dirette concorrenti. Le quali peraltro non stanno correndo, anzi il contrario: Bari in crisi profonda, Sampdoria che arranca nonostante il mercato sontuoso, Pescara che non riesce a riagganciare i vagoni del trenino salvezza. E qualcuna che sembrava tranquilla sta venendo risucchiata, vedi alla voce Reggiana. Il calendario alla prossima recita la sfida col lanciatissimo Venezia: sulla carta è probitiva, ma mai dire mai. E comunque, dovesse anche andar male, questa corsa salvezza non è un cento metri, ma è una gara di mezzofondo. Il cui traguardo è fissato ai primi di maggio (o anche oltre in caso di appendice playout).

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Alberto
Alberto
2 mesi fa

Metà campionato buttato via con Possanzini, speriamo di recuperare il tempo perduto. FORZA MANTOVA!

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