Il Mantova torna da Carrara con un pareggio poco entusiasmante, ma molto utile per muovere finalmente la classifica dopo quattro k.o. consecutivi.
Un nulla di fatto sostanzialmente giusto per quanto si è visto nei novanta minuti andati in scena allo Stadio dei Marmi. E’ vero che il gol divorato dallo sciagurato Mancuso (preoccupante involuzione la sua) nel primo tempo grida ancora vendetta, e rafforza gli interrogativi sulle lacune del reparto offensivo biancorosso. Ma è altrettanto vero che i gialloazzurri toscani nella seconda frazione sono andati altrettanto vicini al gol, e che Festa ha dovuto sfoderare un paio di parate importanti.
Dal punto di vista del gioco, la partita di Carrara conferma che il Mantova sta cambiando pelle: basta costruzione dal basso, più tocchi di prima e verticalizzazioni. Quel che ne è uscito però è stata una prestazione piuttosto farraginosa, all’interno di una partita sporca, dalla quale senz’altro non essere usciti a mani vuote è un merito; ma dove si sono visti pochi squarci di gioco degni di nota, e diversi errori, soprattutto a centrocampo e in attacco. Modesto in due settimane non poteva fare miracoli, né sarebbe stato corretto chiederglieli; resta però l’esito, deficitario, di un misero punticino e zero gol all’attivo. Positivo semmai è il dato del solo gol incassato, segno che si è lavorato sulle pesanti lacune difensive che avevano fin qui caratterizzato il torneo dell’Aciemme.
Queste contro Empoli e Carrarese vengono viste da gran parte della tifoseria e dei media come due partite “di transizione” fra il vecchio e il nuovo corso. Tutti sono focalizzati sulla sosta e sul mercato imminente, che promette di rivoltare la rosa come un calzino. Ma sappiamo che per fare il salto di qualità servono innesti di medio-alto livello per la categoria, che comportano budget importanti; e che pure questo potrebbe non bastare, perchè la capacità attrattiva di una piazza penultima in classifica verso calciatori forti che hanno mercato è molto bassa. Vedremo cosa riuscirà a fare il ds Rinaudo nelle prossime settimane. Personalmente crediamo che stravolgere la rosa a metà stagione difficilmente porti grandi frutti, ma speriamo ovviamente di sbagliarci.
Sarebbe stato interessante, durante queste feste natalizie, sentire la voce del presidente Piccoli, per capire come sono andate davvero le cose, chi ha deciso davvero per il cambio di guida tecnica, cosa è cambiato dal giovedì prima di Cesena in cui erano state fatte dichiarazioni perentorie di un certo tipo, e la notte dopo la sconfitta del Manuzzi. Curiosità destinata, almeno per il momento, a rimanere tale. Non resta che fare gli auguri a squadra, staff tecnico e società per un 2026 che faccia svoltare questa tribolata stagione. E auguri naturalmente a tutti i tifosi virgiliani: ancora ingiustamente privati del piacere di poter seguire la propria squadra in trasferta, oltretutto in un periodo festivo che avrebbe favorito le presenze allo stadio; privando così la squadra del sostegno e del calore dei suoi supporters. I settori ospiti vuoti, oltre a un danno economico sul fronte del ticketing, svalutano il tanto decantato ‘prodotto’, parola di cui i presunti manager del sistema calcio amano riempirsi la bocca: per cui ci si aspetterebbe che fossero le Leghe di A, B e C a muoversi presso la politica per far capire l’insensatezza dei provvedimenti punitivi a pioggia, e spingere perchè a essere puniti siano piuttosto i singoli responsabili di gesti di violenza. Ma forse alle Leghe l’unica cosa che veramente interessa, è che si facciano più abbonamenti possibile alle pay-tv.

