Il derby del Po ĆØ di nuovo tabù. La Reggiana conferma la sua fama di bestia nera, e ancora una volta sbanca il Martelli. Raccogliendo, va detto, tre punti assolutamente meritati per quello che ĆØ stato l’andamento dell’incontro. Brutta prestazione quella offerta della squadra biancorossa. L’aggressivitĆ su ogni pallone, e l’incisivitĆ Ā offensiva apprezzate nelle due precedenti sfide casalinghe contro Padova e Spezia, stavolta non si sono proprio viste.
Trame orizzontali, ragnatele di passaggi, che in novanta e passa minuti hanno portato zero pericoli alla porta di Motta. Da segnalare solo un bella punizione di Galuppini e un tiro velenoso di Paoletti; ma nulla che possa essere classificato come limpida palla-gol. E ancor più grave, nemmeno nel lungo recupero, disputato in superioritĆ numerica, il Mantova non ha prodotto vere occasioni pericolose. Un atteggiamento attendista, che purtroppo ha portato a non cavare un ragno dal buco. E che, campanello di allarme pure peggiore, non ha garantito l’immunitĆ dalle sortite offensive reggiane: oltre alla rete di Reinhart ci sono stati il gol annullato a Gondo per un tocco di mano visto solo dal Var, e la rete divorata da Portanova a tu per tu con Festa. Segno che la difesa biancorossa ĆØ tornata a fare acqua, soprattutto al centro, dove i granata emiliani hanno affondato ogni volta che hanno tentato un contrattacco.
Massima resa e massima efficacia per Dionigi, tanto fumo e zero arrosto per Possanzini. Questo in sintesi il verdetto del Martelli. Vero, si sono fatte sentire pesantemente le assenze. Fedel ha disputato una partita ordinata e volonterosa, ma certo non garantisce le sgroppate e la pericolositĆ offensiva di Radaelli. Maggioni a sinistra (per la squalifica di Bani) non rende come sulla sua fascia d’elezione. Bonfanti ha fallito ancora una volta, facendo ampiamente rimpiangere Mancuso. Preoccupante ma ormai acclarato un fatto: all’indiscutibile ampiezza, dal punto di vista quantitativo, della rosa biancorossa, non corrisponde, salvo che per la batteria di esterni offensivi, un livello qualitativo adeguato (vale anche per il centrocampo). I giovani Mullen e Pittino finora sono state meteore. Fiori ĆØ uscito dai radar. Majer non ĆØ più presentabile. E chi più ne ha più ne metta.
Le ultimeĀ righe, doverose, vanno dedicate al doc biancorosso. Ballardini ĆØ stato per decenni una colonna della societĆ di viale Te, e un professionista con il Mantova nel cuore. Non sappiamo quali divergenze conseguenti al cambiamento dirigenziale di fine ottobre abbiano portato alla separazione delle strade del doc e dell’Aciemme, ma resta doveroso un grande grazie a chi ha prestato per tanti anni con passione e competenza il suo servizio per i colori biancorossi.


D’accordo: il gioco del Mantova ĆØ lezioso e spesso improduttivo. Ma una squadra che gioca in dieci in difesa per tutta la partita ĆØ l’anticalcio. Smettiamola di dire che i tre punti sono meritati, quando non si fa nulla se non aspettare l’errore dell’avversario. Davvero vorreste vedere il Mantova giocare cosƬ?