Mantova-Padova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

La strada intrapresa è quella giusta. Il modulo di gioco è stato individuato, come la formazione tipo. I cambi focalizzati ed efficaci

Un filotto di due vittorie. Sei punti in due partite. Ruocco match-winner seriale. Chi l’avrebbe mai detto dopo il tracollo casalingo col Catanzaro? In soli otto giorni la ruota è girata. E l’Aciemme ha riagganciato i vagoni del treno salvezza. La rete del numero 19 al minuto 84 del match col Padova ha fatto letteralmente esplodere il Martelli,  e rimarrà a lungo nella memoria degli spettatori presenti allo stadio. Ma cosa è cambiato per portare a questa svolta della stagione?

L’esonero di Botturi è stata una decisione dolorosa per il presidente Piccoli, visto che il dt bresciano è stato l’architetto che ha costruito questo ciclo vincente; e traumatica per Possanzini, come ammesso dallo stesso mister in conferenza stampa post Padova, visto che i due formavano un tandem più che affiatato e la fiducia reciproca era totale. Però forse è servita a far uscire tecnico e giocatori dalla comfort zone che nel tempo si era creata. A mettere loro pressione, e a fargli dare quel qualcosa in più che si è visto in queste due partite. Quel pizzico di grinta, concentrazione, determinazione in più che fa la differenza. Quel coraggio di osare la giocata quando si può. Quella lucidità di leggere i momenti della partita. Contro Sampdoria e Padova è andata in campo una squadra più solida, compatta e mentalizzata. Fattori che in sfide equilibrate, fra formazioni più o meno di pari livello, fanno la differenza. Ovviamente i problemi rimangono. Al gran volume di gioco ancora una volta non è corrisposto un congruo numero di palle-gol. E la fase difensiva presenta sempre lacune non risolte, se è vero che a un Padova rinunciatario sono bastate due ripartenze per mettere paura, con una traversa colpita e un tiro alto di pochissimo. Però la strada intrapresa è quella giusta. Il modulo di gioco è stato individuato. La formazione tipo individuata. I cambi focalizzati ed efficaci.

Tanto che sia a Genova che coi patavini si è segnato a pochi giri di lancette dal triplice fischio. Oltre al fantastico Ruocco, una menzione vogliamo farla per Galuppini, che dopo settimane di naftalina è tornato titolare offrendo due buone prestazioni. Per Marras, finora oggetto misterioso, che contro i biancoscudati è entrato col piglio giusto, e ha costruito l’azione del gol servendo un assist al bacio. E per Artioli, che finalmente è uscito dal guscio e ha preso le chiavi del centrocampo con sicurezza e rendimento crescente. Peccato che la sosta arrivi proprio in questo momento positivo. Va sfruttata per puntellare e consolidare quanto di buono fatto negli ultimi otto giorni, e per continuare il processo di crescita di questa squadra. Che deve ancora salire di livello per poter sperare di raggiungere il traguardo salvezza.

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