Finalmente una gioia. Una vittoria storica, la prima di sempre dell’Aciemme nel tempio del Ferraris. Una vittoria di prestigio, contro una nobile blasonata, per quanto decaduta, come la Samp. Ma soprattutto una vittoria che significa ossigeno vitale per la classifica. Con la soddisfazione supplementare del sorpasso ai danni dei blucerchiati di Gregucci. Blucerchiati peraltro sempre più invischiati in una crisi tecnica e societaria, che li pone fra le formazioni destinate a lottare nelle zone basse della classifica per tutta la stagione.
Per il Mantova, un insperato ribaltamento di prospettiva a soli quattro giorni dalla disfatta interna col Catanzaro. Giorni caratterizzati dalla dolorosa separazione dal ds Botturi, artefice del mercato che trasformò una squadra retrocessa in Serie D sul campo, a dominatrice del torneo di Lega Pro.
Possanzini da dead man walking, da mister virtualmente esonerato, ritorna sorprendentemente in sella, e rimane al timone della squadra (le parole del neo ds Rinaudo a fine match sono state chiare). Anche perchè il segnale mandato dai giocatori subito dopo il fantastico gol di Ruocco è stato eloquente: l’abbraccio alla panchina testimonia che la squadra sta col mister, senza se e senza ma.
È l’uscita dal tunnel della crisi? Certo che no. Non abbiamo ancora fatto nulla. La classifica rimane terribile. La continuità di risultati una chimera. Le vulnerabilità strutturali rimangono, vedi Cherubini lasciato tutto solo in pieno recupero a colpire di testa a pochi passi dalla linea di porta, per fortuna sprecando sciaguratamente l’occasione d’oro. Però si è vista una luce, una prestazione incoraggiante. Anche, finalmente, in termini di personalità. Retto l’urto della forsennata spinta sampdoriana nel primo quarto d’ora, con sangue freddo e la giusta lucidità i biancorossi hanno lentamente preso in mano le redini della partita, fino a condurre le danze nel secondo tempo. Con un buon Artioli a prendere per mano il centrocampo. E un subentrato Mensah efficacissimo a mettere in crisi la tenuta della linea difensiva doriana. Non dimentichiamo che il risultato sarebbe potuto essere più rotondo, se il Var non avesse inspiegabilmente cancellato un rigore inizialmente decretato dall’arbitro per un vistoso fallo in area su Trimboli (insieme al pallone Cherubini aveva agganciato le caviglie del centrocampista biancorosso, tanto da non accennare nemmeno una protesta).
Menzione finale per Francesco Ruocco: uomo del momento, dopo la super prestazione e la rete contro il Südtirol, l’esterno ex Torres tira fuori dal cilindro un eurogol da stropicciarsi gli occhi. Per lui un applauso, e uno sprone a continuare su questa strada. Magari a partire da sabato prossimo contro il Padova, in quella che si profila come ennesima partita spartiacque per il futuro biancorosso. Intanto respiriamo, e godiamoci questi tre punti quanto mai tonificanti anche per il morale e per lo spirito.

