Nella sala stampa dello stadio Martelli si è tenuta la conferenza di presentazione del nuovo direttore sportivo Leandro Rinaudo. Accompagnato dal presidente del Mantova Filippo Piccoli e dal collaboratore Erjon Bogdani, Rinaudo ha illustrato i motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta del club biancorosso.
«Ho incontrato Piccoli poco tempo fa – esordisce Rinaudo – ma la situazione ha rapidamente preso la piega che ha portato a queste riflessioni. Dopo la partita col Catanzaro il presidente mi ha chiesto di fare la valigia e presentarmi a Mantova. Dal giorno che l’ho incontrato mi ha trasmesso sensazioni positive. Tiene molto al Mantova ed è legittimamente preoccupato. Vuole uscire da questa situazione attraverso tante battaglie sportive. Siamo ultimi in classifica e il problema c’è. E anche consapevoli che sarà un’impresa ardua ma le sensazioni che ho ricavato incontrando la squadra sono state positive. E le esperienze che ho fatto da direttore sportivo in piazze importanti come Palermo, Venezia e Cremonese mi aiuteranno ad affrontare nel modo giusto questa sfida. Qui c’è blasone, una piazza appassionata, un tifo caldo, un club storico che nel recente passato ha fatto tante cose importanti. Così come vitale è il lavoro fatto da Botturi e Possanzini. Davvero straordinario. Ho un contratto fino al giugno 2027 ma guardo solo ai prossimi 8 mesi. Devo raggiungere questa salvezza. Poi mi siederò al tavolo col presidente e decideremo cosa fare. Per me era giunto il momento di rimettersi in discussione. Sto rischiando molto ma è l’occasione anche per un rilancio personale. Mantova è uno spartiacque anche per la mia carriera. Affronterò questa esperienza con tanta forza e lucidità, anche se la situazione è complicata. E occorre fare le scelte giuste perché queste saranno determinanti. A Piccoli oggi dico che bisogna guardare al concreto e sono consapevole di questo, con l’aiuto di Bogdani, che conosco da tanto tempo, e con un’altra persona che spero di poter aggiungere presto allo staff. L’obiettivo è totalmente rivolto al match con la Sampdoria. Da lunedi sarà un altro giorno».
Sulla scelta di riconfermare Possanzini e un eventuale ricorso immediato al mercato degli svincolati: «La prima cosa che ho fatto quando è stato ufficializzato il mio incarico è stata quella di sedermi per un confronto con Davide Possanzini. È stata una chiacchierata leale, sincera e diretta, da parte di entrambi. Dopo due ore ho preso la mia decisione: volevo affrontare la battaglia di Genova con lui al timone. Non credo invece che ricorreremo al mercato degli svincolati. Qui c’è bisogno di immediatezza, non so invece quanto tempo serva per avere atleti pronti per poter dare una mano».
Sulla piazza mantovana da coinvolgere con risultati positivi: «Alle promesse devono seguire i fatti, altrimenti le parole si disperdono e non mi danno credibilità. Ci metterò sempre la faccia. Posso dire ai tifosi di starci vicino e di fidarsi di noi ma queste frasi funzionano se arrivano i risultati. Io darò tutto al fine che si possa uscire tutti insieme da questa situazione. Se la piazza mormora, che ben venga, perché significa che si muove ed è partecipe. Sta a noi portarla dalla nostra parte».
Dal canto suo, Filippo Piccoli ha così introdotto il cambio di rotta: «Siamo ultimi in classifica, la squadra che ha preso più gol e ha segnato meno. La situazione pesante di classifica mi ha indotto a prendere questa decisione. Ma un grande ringraziamento va a Christian Botturi. Se il Mantova in questi due anni ha tirato fuori la testa dalla sabbia il merito è di tutti ma soprattutto di Botturi. La gratitudine nei suoi confronti è importante. Ora però dobbiamo trovare soluzioni per invertire la rotta. In una scala gerarchica il primo responsabile sono io. Ora occorre trovare soluzioni rapide, per la nostra società, i tifosi e la storia del club senza perdere il focus che resta la salvezza. Credo di aver individuato in Leandro Rinaudo la persona che possa contribuire a portarci fuori da tutto questo attraverso i risultati. Vorrei tornare a riconquistare la piazza. Farò di tutto in termini economici, di risorse e di impegno».

