Sprofondo biancorosso. I timidi segnali di ripresa visti ad Avellino, e quelli più consistenti mostrati contro il Südtirol, evaporano al gelo del San Nicola. Paradosso voluto, per arrovellarsi su come sia possibile aver perso una partita come quella andata in scena nel capoluogo pugliese. Uno stadio freddo e ostile, una tifoseria ridotta ai minimi di presenze, e in contestazione permanente contro la societĆ . Una squadra in chiara crisi tecnica e morale, spaurita eĀ timorosa, incapace di mettere insieme tre passaggi di fila. Questo il Bari visto domenica.Ā Eppure…
Eppure il Mantova ĆØ riuscito nell’impresa al contrario di resuscitare i Galletti agonizzanti, perdendo una partita che era doveroso non solo pareggiare, ma addirittura vincere, e senza soffrire più di tanto. Inverosimile, ma purtroppo vero. Il solito predominio netto ma sterile nel possesso palla (78%), fatto di passaggini laterali a centrocampo o in difesa, non ha portato nessun vero pericolo alla porta di Cerofolini, almeno sino all’effimera fiammata dei minuti di recupero. Le buone verticalizzazioni rapide che si erano viste col Südtirol sono rimaste nel cassetto dei ricordi. Attaccanti nulli o quasi, a partire da Bonfanti che ormai ĆØ diventato un caso. Il solito gol evitabile preso su palla inattiva, cronico punto debole di questa squadra. Lacune evidenti in alcuni ruoli (vedi terzino sinistro) non sanate in sede di mercato estivo, mercato che ha portato invece sovrabbondanza di giocatori in ruoli giĆ coperti (vedi alla voce esterni). Mercato che a questo punto non si può che definire fallimentare, col direttore Botturi sul banco degli imputati.
Ci si interroga anche su come sia possibile che quest’anno nessun calciatore (nessuno) riesca a dare un minimo di continuitĆ al proprio rendimento. Falletti con i suoi passaggi filtranti, e Caprini con la sua verve e la facilitĆ di andare al tiro (ha datoĀ una scossa elettricaĀ alla squadra), col loroĀ subentroĀ hanno portatoĀ nel finale di partitaĀ una pericolositĆ offensiva che fino a quel momento non si era vista nemmeno col binocolo. Ma sono gli stessi Falletti e Caprini che nelle loro ultime apparizioni avevano offerto prestazioni largamente insufficienti, tanto da finireĀ relegatiĀ in panchinaĀ senza rimpianti.
Artioli e Paoletti avevano fatto vedere buone cose nelle tre partite precedenti, tanto da far credere di avere finalmente trovato il giusto assetto a centrocampo, dopo i travagli dovuti alla separazione dal faro Burrai. Ma sono gli stessi Artioli e Paoletti che a Bari hanno largamente deluso: abulico, impreciso e fuori fase il primo; inutilmente falloso e irruento il secondo, graziato di un rosso dall’arbitro Massimi (direzione insufficiente la sua, sia per questo errore, sia per lo squilibrio nei cartellini stavolta a sfavore del Mantova; e per essersi lasciato soggiogare dall’atteggiamento intimidatorio della panchina pugliese in tutto il secondo tempo). Mancuso bomber nelle prime giornate, negli ultimi subentri non ne ha più indovinata una. Ruocco scintillante col Südtirol, modesto in una partita dove i suoi spunti e i suoi dribbling avrebbero potuto far male a una squadra fragile e impaurita come il Bari. Bragantini e Fiori che fin qui hanno alternato luci (poche) e ombre. E potremmo continuare ancora con il resto della rosa.
E ora? Ora c’ĆØ il turno infrasettimanale, che accorre di nuovo a salvare la traballante panchina di Possanzini. Ma fino a quando ? L’analisi post-partita del mister marchigiano onestamente non convince. Se ĆØ giusto rilevare che il Mantova ĆØ stato tartassato dai falli, non adeguatamente puniti con i cartellini da una condotta arbitrale discutibile, ĆØ invece surreale parlare di gol preso per un episodio, quando si tratta dell’ennesimo svarione della stagione su palla inattiva (gol da polli si usava dire un tempo). Se ĆØ condivisibile l’invito a mantenere la luciditĆ e a fare quadrato, suona invece patetico parlare di sfortuna, quando in novanta e passa minuti non si riescono a creare palle gol degne di questo nome. La societĆ dopo Catanzaro e Samp sarĆ di nuovo di fronte al bivio: cambiare per dare la scossa, o confermare la guida tecnica fiduciosi che sul lungo termine arriveranno i frutti ? Un rebus. E chi si aspetta interventi salvifici dal mercato di gennaio farebbe meglio a non farsi illusioni, perchĆØ l’impressione ĆØ che non ci siano le risorse economiche per acquisti che facciano alzare realmente il livello. La classifica ĆØ terribile. La sensazione ĆØ che la stagione sia nata malissimo fin dal precampionato, e che raddrizzarla sarĆ un’impresa titanica.

