Mantova-Südtirol, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Una certezza: il gruppo è unito, come testimoniato dalla corsa e dall'abbraccio collettivo di tutti gli undici in campo verso la panchina di mister Possanzini al momento del gol

Ritrovato il gioco. Ritrovata la parola (finito il silenzio stampa indetto alla società). Non ritrovati, purtroppo, i tre punti. Il sabato della ripresa del campionato offre un quadro in chiaroscuro per i colori biancorossi. Nel primo tempo si è visto indubbiamente il miglior Mantova della stagione.

Gioco arioso, corale, e occasioni da rete. Applausi convinti dagli spalti del Martelli. Intraprendenza favorita anche, certo, dall’atteggiamento attendista del Südtirol, cifra distintiva del gioco di mister Castori. Palle-gol purtroppo non concretizzate per l’imprecisione degli avanti biancorossi, e per un pizzico di sfortuna che ha preso le sembianze dei legni della porta sotto la curva Te. Nel mezzo, la solita disattenzione difensiva, e l’ennesimo gol subito di testa in area. Per raddrizzarla c’è voluto un Ruocco in giornata di grazia, che ha sfoderato la sua miglior prestazione da quando indossa la maglia del Mantova, premiata dal sacrosanto gol del pareggio.

Nella ripresa, un cambio di modulo che ci poteva stare per cercare la vittoria, ma i subentrati stavolta non sono stati efficaci. Un Bonfanti ancora a secco di reti, incapace anche stavolta di sfruttare un paio di palloni assai invitanti in area di rigore. Le chiavi del centrocampo in mano ad Artioli e Paoletti, sempre più sicuri e convincenti, anche se ancora non del tutto padroni del reparto. Insomma tanta carne al fuoco. Con una certezza: il gruppo è unito, come testimoniato dalla corsa e dall’abbraccio collettivo di tutti gli undici in campo verso la panchina di mister Possanzini al momento del gol. Ritrovato il gioco, marchio di fabbrica del mister marchigiano, questo Mantova non può che crescere e migliorare. Vanno però acquisti il cinismo e la concretezza in zona gol, doti per le quali a dire il vero questa squadra non ha mai brillato. E limitati il più possibile gli errori in fase difensiva. La classifica purtroppo parla chiaro: bisogna tornare alla vittoria, i punti servono come l’ossigeno per cercare di uscire dalle sabbie mobili della zona rossa.

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