Virtus Entella-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Mal di trasferta che può ricordare quello che ha caratterizzato per lunghi tratti la scorsa stagione, ma almeno allora si era vista un'Acm convincente sul piano del gioco

Biglietti a ruba

Non decolla la stagione del Mantova. Anche da Chiavari si è tornati mestamente a mani vuote. Tre partite fuori casa fra campionato e Coppa, tre sconfitte con zero gol all’attivo. Mal di trasferta che può ricordare quello che ha caratterizzato per lunghi tratti la scorsa stagione, ma almeno allora si era visto un Mantova convincente sul piano del gioco, anche se incapace di concretizzare. Quest’anno non è cosi, la squadra anche al Sannazzari ha deluso, facendo risuonare un campanello d’allarme importante. Anche perchè di fronte c’era una formazione quadrata, ben messa in campo e pimpante atleticamente, capace di sporcare il gioco, ma nulla più; non certo una corazzata come Venezia o Monza; però, e duole dirlo, con più garra e più entusiasmo di quelle mostrate da questa versione sbiadita dei biancorossi.

Si sa, non è più il Mantova che aveva come fulcro della manovra Burrai, perno imprescindibile dell’idea di gioco di Possanzini; non può evidentemente esserlo, non essendoci in rosa un clone del tamburino sardo. Ma non si è ancora consolidata la nuova versione, rivisitata e corretta, di quel gioco, con un regista (Majer?) che sostituisca l’ex capitano, pur con caratteristiche peculiare e diverse come è normale che sia. La sensazione netta è quella di una transizione non ancora compiuta; ma siamo a metà settembre, ed è quanto mai necessario accelerare il processo, arrivando al più presto a oliare i meccanismi e decidere a chi consegnare le chiavi del gioco. L’altro cambiamento che caratterizza il “nuovo” Mantova possanziniano è il centravanti d’area, figura che l’anno scorso in rosa non c’era. Qui la situazione è più delineata, Bonfanti è entrato negli schemi e offre nuove soluzioni; ma purtroppo a Chiavari ha avuto sui piedi la palla del pareggio e l’ha sbagliata.

Andamento strano quello andato in scena in Liguria. Un Mantova abulico per larga parte del primo tempo, fino agli ultimi dieci minuti, quando ha improvvisamente iniziato a macinare azioni e occasioni a grappoli, senza purtroppo riuscire a raggiungere un pari che in quel momento sarebbe stato meritato. Ci si sarebbe aspettati la prosecuzione del forcing nel secondo tempo, invece al rientro dagli spogliatoi si è presentata una squadra completamente spenta. E non è certo la prima volta in stagione. Inspiegabile. Mantova non pervenuto per tutta la seconda frazione, in cui l’Entella ha legittimato la vittoria.

Urge un’analisi profonda, per capire cosa non va anche a livello mentale. Di buono c’è che siamo agli inizi, il campionato è lungo, il tempo per apportare correttivi e sistemare le cose non manca. Il calendario però non è semplice, ci aspettano sì due match casalinghi, ma contro due capolista, nonchè due delle compagini più in forma di questo primo spicchio di stagione. Ci si aspetta che nel derby col Modena, sentitissimo dalla tifoseria, la voglia di riscatto faccia capolino nei giocatori: uno scatto d’orgoglio per reagire a questo grigio inizio di stagione, spremendo fino all’ultima goccia di sudore per raccogliere un risultato positivo contro i canarini.

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