Mantova-Pescara, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Nota di merito speciale per il Martelli, che ancora una volta è stato il dodicesimo uomo in campo, incitando i biancorossi senza sosta dal primo all'ultimo minuto

Buona la terza. Dopo la sonora scoppola del Penzo, e la scialba prestazione del Brianteo con relativa sconfitta di misura, finalmente il Mantova centra la prima vittoria della stagione in partite ufficiali. E sono tre punti preziosissimi, perché ottenuti contro una diretta concorrente per la salvezza. Certo, il Pescara non ha una rosa al livello di quelle di Venezia e Monza, ma è una formazione ben allenata e ben messa in campo. E sono proprio queste le partite da vincere assolutamente per costruire, mattoncino dopo mattoncino, il muretto che porta alla salvezza.

Nel primo tempo si è vista una buona manovra, con un predominio territoriale virgiliano abbastanza netto, anche se per sbloccare il risultato è servito un fallo di mano in area rilevato solo grazie al Var. Nella ripresa i biancorossi sono scesi in campo inspiegabilmente deconcentrati , subendo le trame di gioco degli abruzzesi, e il pareggio è arrivato come naturale conseguenza. La partita l’hanno poi decisa i cambi.
Le cinque sostituzioni hanno cambiato il gioco del calcio, e bisogna essere abili a sfruttarle. Quello che ha fatto mister Possanzini: gli ingressi di Fiori e Falletti (e di Bragantini) hanno fatto svoltare il match. Con menzione speciale a un Antonio Fiori finalmente concreto e incisivo in zona gol come da tempo lo si attendeva.
Abbastanza bene nel complesso il reparto attaccanti, il nuovo innesto Bonfanti dà profondità, e la squadra acquisisce un ventaglio di nuove soluzioni offensive che prima non aveva . Prova tutto sommato positiva del reparto difensivo, con menzione per Mantovani e Radaelli. Note dolenti ancora una volta dalla regia,  dove né Wieser, né Majer hanno convinto.

Nota di merito speciale per il Martelli, che ancora una volta è stato il dodicesimo uomo in campo, incitando i biancorossi senza sosta dal primo all’ultimo minuto. Ora la sosta, che servirà a lavorare sodo per mettere a punto i meccanismi e completare l’inserimento dei nuovi. E a cercare di risolvere il rebus centrocampo: capitan Burrai è ancora senza eredi.

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