Venezia-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Con l'inizio delle gare ufficiali torna la nostra rubrica di approfondimento che dà voce ai pensieri in libertà di un tifoso misterioso

Surclassati. Sul piano tecnico, fisico, atletico. Sul piano del gioco, come mai si era visto nell’era Possanzini: le statistiche della partita in termini di tiri, corner, possesso palla parlano chiaro. Il Venezia ha dominato in lungo e in largo, rendendo amara la trasferta del migliaio di tifosi mantovani (loro sì, vincitori a prescindere) che sfidando la calura opprimente e il periodo ferragostano si sono recati al Penzo a sostenere dal primo all’ultimo minuto i nostri beniamini.

Nella prestazione resta poco da salvare: un encomiabile Mensah, e un paio di parate decisive di Festa che hanno limitato il passivo. Fragilità difensiva, più o meno sulla falsariga dello scorso anno. Attacco anemico, anche se ovviamente da rivedere in partite di altro tipo. Ma quello che preoccupa di più è il centrocampo: perso per scelta il faro Burrai (penalizzato ovviamente dalla carta d’identità), è tutto da dimostrare che Majer, Artioli e Paoletti (o eventualmente Wieser, ma ha altre caratteristiche) possano essere sostituti all’altezza del tamburino sardo, che per due stagioni è stato il perno insostituibile attorno a cui il mister ha fatto girare tutta la squadra.

Il bilancio del precampionato è impietoso: tolti i tre successi contro le formazioni di dilettanti (la Rotaliana, il Castiglione imbottito di under, e il Carpenedolo), si è racimolato soltanto un pareggino col Lumezzane, a fronte delle sconfitte (sia pur dopo match combattuti) contro Genoa, Arezzo e Cesena; fino al pesantissimo cappotto del Penzo.

Va ricordato che l’obiettivo stagionale del Mantova, come da esplicita dichiarazione del presidente Piccoli, è la salvezza. Ripetendo verosimilmente un campionato come quello dello scorso anno. Magari, tutti speriamo, con un minimo di patema in meno, ma se dovesse arrivare di nuovo all’ultima giornata andrà bene lo stesso, perchè si è capito che il livello della rosa (seppur ampiamente rinnovata) più o meno è analogo. Conviene essere chiari, e ripeterlo fino allo sfinimento, per evitare illusioni e delusioni immotivate.

Detto questo. Il Venezia è una formazione molto forte, con individualità di alto livello, e un ottimo allenatore; formazione che a meno di cataclismi finirà nei primi 4 posti in classifica a fine stagione; quindi non è sicuramente questo il riferimento da prendere per la stagione biancorossa. Però in questo primo scorcio di Coppa Italia si sono viste formazioni di B che saranno dirette concorrenti dei biancorossi per la salvezza (Virtus Entella, Juve Stabia e Südtirol tanto per fare i nomi) uscire sconfitte ma a testa alta contro squadre di Serie A, giocandosela e ricevendo i complimenti degli avversari. Un bagno di realtà, che deve spronare (e siamo sicuri lo farà) mister Possanzini e il suo staff ad analizzare cosa non è andato e a porvi rimedio il prima possibile; e il direttore Botturi ad apportare eventuali correttivi alla rosa, ove si sia valutato che ci sia qualche lacuna da colmare (vedi terzino sinistro e in regia).

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7 mesi fa

Difesa Centrocampo Attacco!!! 👋

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7 mesi fa

Io sono rimasto deluso come e’ ovvio da una non prestazione del genere, ma personalmente aspetterei prima di dare sentenze definitive su una stagione che è iniziata il 16 agosto contro una corazzata e terminerà il 9 maggio 2026 ….

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7 mesi fa

In tutta franchezza avevo capito che quest’anno l’obiettivo, a differenza della passata stagione, fosse quello di un campionato tranquillo in virtù di una programmazione del medio termine.
Ho capito male e a Venezia si è visto

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7 mesi fa

Ci voleva una “scoppola” del genere per capire che è il centrocampo il nostro reparto più debole e bisognoso??

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7 mesi fa

Aggiungo : Galuppini pestapoci

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