Cinque amichevoli in archivio per il nuovo Mantova targato Possanzini e già qualche indicazione di massima su che cosa sia cambiato rispetto al passato più recente della squadra biancorossa. Posto che i risultati contano quasi nulla e senza dubbio i primi due test vinti contro Rotaliana (6-0) e Castiglione (13-0) sono anche decisamente poco indicativi, restano soprattutto i confronti perduti di misura con Genoa (2-3), Arezzo (1-2) e Cesena (1-2) a suscitare un’analisi sommaria.
La nota lieta è che il Mantova 2025-26 ama ancora tenere in mano il pallino del gioco, fraseggia e arriva piuttosto facilmente nell’area avversaria, dove invece la capacità di trasformare le occasioni in reti segnate è ancora piuttosto bassa. Ma con l’inserimento di Falletti, Possanzini può vantare un valido piano B in avanti e non è più costretto a puntare tutto su Mensah, impiegando Mancuso non da prima punta. Oltretutto il clan biancorosso si è dotato di svariate soluzioni offensive sulla trequarti e sugli esterni, anche se manca il tanto atteso attaccante centrale (alla Debenedetti per intenderci) che per caratteristiche fisiche possa rappresentare una vera alternativa a Mensah.
A centrocampo poi, al netto di possibili partenze, urge risolvere la questione Burrai. Possanzini si dice contento, nel caso in cui il capitano accetti il ridimensionamento del suo impiego, di poter contare su un giocatore dalle sue qualità e della sua esperienza, quale che ne sia il minutaggio in campo. Il tecnico aggiunge anche che il club starebbe cercando di non farsi cogliere impreparato da un eventuale crollo nel rendimento di Burrai e per questo starebbe pianificando il futuro puntando su altre soluzioni (Majer e in seconda battuta gli attualmente acciaccati Wieser e Artioli). Tutto ciò considerato che, come ha dimostrato nelle amichevoli, Burrai è ancora giocatore integro, che fa viaggiare speditamente il pallone e al quale i compagni si affidano con grande fiducia nella costruzione del gioco. Per quale motivo Possanzini dovrebbe raccontare ai cronisti una storia e in cuor suo pensarla diversamente? Noi abbiamo il dovere di credergli ma il suo pensiero dovrà essere allineato con quello di Botturi, che invece vorrebbe probabilmente liberare un posto nella rosa della squadra.
Infine il capitolo difesa. La ripetitività della reti incassate con Genoa (Thorsby) e Cesena (la doppietta di Zaro), tutte di testa in area piccola, fa sorgere il dubbio che il Mantova non abbia abbastanza centimetri di statura e chili di stazza per dirsi più coperto in difesa di quanto non lo fosse la scorsa stagione, caratterizzata pur sempre da 56 reti al passivo. In un colpo solo ci si ritrova senza De Maio, Brignani, Solini e Redolfi: non proprio una cosa da niente. Bene invece Radaelli, a segno contro Genoa e Cesena: è lui il bomber biancorosso d’estate.

