Acm: riflettori su Tommaso Maggioni, nipote d’arte ed eroe con lo Spezia

Agli onori della cronaca bergamasca la doppietta del 23enne discendente di Ivan Ruggeri, a segno nella ricorrenza della scomparsa dello storico presidente dell'Atalanta

Scrivono dell’Acm anche sull’Eco di Bergamo, a proposito dell’impresa dell’enfant du pays Tommaso Maggioni, bergamasco doc e nipote d’arte, nell’ambito del clan Atalanta.

“Nella promozione anticipata in Serie A del Sassuolo dopo un solo anno, c’ĆØ il contributo decisivo di un terzino bergamasco – scrive L’Eco di Bergamo, a firma Pier Carlo Capozzi -, Tommaso Maggioni, figlio di Francesca e nipote di Ivan Ruggeri, a pochi giorni dal dodicesimo anniversario della sua scomparsa. Nella partita che vedeva lo Spezia, terzo in classifica, cercare di avvicinarsi alla promozione diretta, premio per le prime due, sul campo del Mantova ĆØ successo di tutto. Col Sassuolo spettatore, avendo giĆ  vinto a Modena sabato, lo Spezia si portava in vantaggio, ma al minuto 40 del primo tempo ecco la svolta. Un infortunio a Radaelli costringeva mister Possanzini (giĆ  bomber dell’AlbinoLeffe) a far entrare Maggioni senza nemmeno dargli il tempo di scaldarsi. Sotto di un’altra rete nella ripresa, il Mantova la riprenderĆ  con un’incredibile doppietta di Tommy al 35′ e 50′, col Mantova in delirio, lo Spezia affranto ed il Sassuolo a brindare sul divano.

«È stata una gioia inaspettata e incredibile, entrare a freddo e risultare poi decisivo. Il merito ĆØ di tutti i miei compagni anche perchĆ© ho sempre saputo di poter essere un valore anche da subentrato – confida Tommaso -, specialmente adesso che con le 5 sostituzioni la differenza tra titolari e riserve non esiste più». Maggioni, nato ad Alzano Lombardo il 22 agosto 2001, ha iniziato a giocare nell’Excelsior e poi nell’AlbinoLeffe, fino ad arrivare alla Primavera della Sampdoria per poi approdare a Castellammare nella Juve Stabia, prima esperienza lontano da casa, e Modena, dove firma il primo contratto da professionista. A Mantova ha trovato la sua dimensione, insieme alla sua ragazza Chiara, autentico punto di forza quando le cose non vanno nel verso giusto. Terzino destro o centrale, ma con la passione di timbrare qualche gol. In questo campionato era giĆ  andato a segno a Cosenza, partita finita anch’essa in rimonta per 2-2″.

L’Eco si sofferma poi sugli aspetti emotivi e familiari: “Non ĆØ sfuggito il gesto dopo il primo gol di domenica, col ritorno a centrocampo e le dita puntate al cielo. Ā«Sono molto credente e, prima di entrare in campo, dico sempre qualche preghiera. In cielo ho due angeli custodi, nonno Ivan e nonno Renato, il padre di mio papĆ  Carlo, anche lui andato via troppo presto. In quel momento ho pensato in modo particolare a nonno Ivan, nel giorno della sua ricorrenza. Io ero piccolo, ma il dolore della mia famiglia, di mamma Francesca, zio Alessandro e nonna Daniela, non lo dimenticherò maiĀ». Mamma Francesca lo segue quasi sempre, a Mantova non c’era per impegni personali ma ha gioito a distanza per questo exploit del suo figliolo. Che ammette: Ā«Per me il calcio ĆØ soprattutto un gioco, una bellissima esperienza di vita da dividere con mister e compagni. Domenica, a fine gara, abbiamo festeggiato un punto importante, tutti insieme, com’era giusto che fosse, ma siamo giĆ  concentrati sull’importante partita di lunedƬ col CatanzaroĀ».

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