Mantova-Juve Stabia, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Da questo tunnel l'Acm può uscirne solo con le proprie forze, le idee dalla panchina, la grinta e la cattiveria agonistica in campo

Un brodino. Un’aspirina per un paziente con la febbre alta. Questo è il sapore del punticino rimediato in casa contro la Juve Stabia, in un match vitale per la classifica sempre più asfittica dei biancorossi. Vitale, come lo saranno tutte le giornate da qui alla fine. Perchè la sabbia nella clessidra sta per finire, mancano nove giornate al termine e si avvicina la resa dei conti. E il Mantova purtroppo non si presenta allo sprint finale in buona salute.

Una vittoria, quattro pareggi, cinque sconfitte: i numeri horror del girone di ritorno parlano da soli. E la prestazione offerta nella partita contro le Vespe stabiesi si è inserita nel solco di quanto mostrato negli ultimi due mesi. Squadra ostica quella campana, che fa del dinamismo e dell’ottima organizzazione di gioco i suoi punti di forza. E che soprattutto, con la classifica che si ritrova, può permettersi il lusso di giocare spensierata. Mantova che era partito con un buon piglio nel primo tempo, ma che poi si è pian piano smarrito nei meandri della partita. Palle gol nitide nessuna, trame di gioco pregevoli non pervenute. E dopo la rete dei campani, il colpo subito a livello mentale è stato pesante. Mostrando una squadra ancora una volta fragile, sulla quale un’avversaria più cattiva e determinata avrebbe potuto sferrare il colpo del ko.

Quando la sconfitta sembrava ormai inevitabile, ecco la palla inattiva che grazie alla premiata ditta Aramu-Solini, permette a Possanzini di tirare un sospiro di sollievo. e di riacciuffare un pari che è ossigeno per la classifica, e ancor più per il morale. E a stretto giro, uno sciagurato Fiori si è divorato l’occasione del possibile vantaggio. Note purtroppo negative dai singoli, ancora una volta. Giordano non convince, errori in fase difensiva, e mai un cross degno di questo nome. Solini con la capocciata del gol si fa perdonare l’errore letale sul vantaggio stabiese. Mancuso in difficoltà e fuori dal gioco. Fiori e Bragantini in involuzione ormai permanente. Burrai nervoso e impreciso. Debenedetti non pervenuto. Aramu decisivo con l’assist, ma per il resto senza nerbo a passeggiare per il campo. Paoletti benvenuto, ma da rivedere. Solo Trimboli e Mensah, pur con i limiti del caso, hanno mostrato lo spirito battagliero e indomito necessario per lottare nei bassifondi della classifica.

Le dirette rivali purtroppo si sono messe quasi tutte a correre, e si fa fatica a vedere la luce in fondo al tunnel. Ora c’è Pisa, trasferta sulla carta proibitiva, anche se avendo l’acqua alla gola ci si deve provare sempre e comunque. E poi, dopo la sosta, arriverà il momento del redde rationem: due scontri diretti contro Südtirol e Brescia. Lì non ci saranno più prove d’appello. Vincendoli, si resterà in piena corsa per la salvezza. Altrimenti , si spalancherà con ogni probabilità il baratro della serie C. Inutile ora recriminare sul mercato di gennaio, inutile rimuginare su qualche punto lasciato per strada. Tutte le energie vanno concentrate sulle nove partite che restano. Perchè da questo tunnel, il Mantova può uscirne solo con le proprie forze. Con la forza delle idee dalla panchina. Con la grinta e la cattiveria agonistica in campo. E con la determinazione a sfruttare ogni chance in partita, anche minima, anche le palle sporche, perchè i bonus adesso sono davvero finiti.

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