Mantova, le verità del ds Botturi

Il punto della situazione con il dirigente biancorosso all'indomani della chiusura del mercato invernale e a 14 giornate dalla fine del torneo cadetto

Tanti i temi affrontati dal ds Christian Botturi nell’appuntamento bimestrale con i giornalisti al Sinergy Center. Ai quali ha raccontato le sue verità sul momento del Mantova e nella corsa alla salvezza. Ecco uno stralcio delle frasi pronunciate dal dirigente biancorosso.

MUSI LUNGHI. «Alla vigilia della prima partita del 2025, dopo l’apertura del mercato, il presidente Piccoli ha radunato i 23 giocatori dicendo loro che se qualcuno non fosse soddisfatto del minutaggio d’impiego, o volesse raggiungere altri obiettivi, non ci sarebbe stato problema. Avrebbe parlato con Botturi e una soluzione sarebbe stata raggiunta. Ma Piccoli non vuole vedere musi lunghi e sguardi bassi. Chi resta a Mantova deve credere nel raggiungimento degli obiettivi della società. Il messaggio che ne scaturisce è che noi, la società, crediamo fortemente in loro. Abbiamo bisogno di gente che lotti, con lo sguardo e con i muscoli. Il risultato? Nessuno è uscito. Ora però i ragazzi dovrebbero guardare un po’ meno agli altri e concentrarsi di più su loro stessi. Se faranno questo raggiungeremo la salvezza in anticipo. Fino alla fine mi assumo la responsabilità delle scelte effettuate».

I GOL SUBITI. «Non è un problema solo della difesa. Il primo difensore che abbiamo è l’attaccante. Dobbiamo migliorare nei dettagli, soprattutto individuali, che ci permettano di trovare i giusti equilibri, sia dietro che davanti».

IL BUDGET. «Non ho sfruttato il budget messomi a disposizione dal presidente per questo mercato invernale. Ne ho utilizzato all’incirca un terzo. Non lo dico per fare il fenomeno. Il presidente non si è mai tirato indietro, dicendomi di fare ciò che ritenevamo necessario per salvarsi. Ovvero spendere quello che c’è da spendere. Con l’allenatore crediamo moltissimo nel lavoro di questo gruppo e non abbiamo ritenuto opportuno fare altri inserimenti. Noi crediamo nei nostri giocatori, adesso sono loro a dover credere in loro stessi. La stagione che stiamo facendo è ultrapositiva, siamo felicissimi.  L’intero staff lavora qui dalle 9 alle 20, adesso hanno messo i fornelli per farsi qui persino la pasta e non perdere tempo nei trasferimenti. Io stesso credo nella salvezza. Prima di Modena abbiamo comunicato al gruppo che non sarebbe arrivato più nessuno. Ed è il secondo anno che siamo pronti in anticipo sulla chiusura delle trattative. Per loro è una bella attestazione di fiducia».

LA SALVEZZA. «Da qui alla fine ci sono 42 punti in palio. I giocatori devono andare un po’ in letargo con loro stessi, devono stare concentrarsi, mangiare bene, andare a dormire presto e sudare per la maglia. La salvezza che arriverà grazie a loro garantirà un futuro diverso a loro stessi e a questa società. Da qui a maggio ci ci giochiamo tanto. Li difenderò fino alla morte… Ma dove la trova una società così, un gruppo che per l’80% non ha fatto mai la Serie B? Non perché la rappresento io ma Piccoli, di cui sono soltanto il suo messaggero.

IL CALCIOMERCATO. «Ero a Milano, ieri. Ci sono stati tantissimi movimenti di mercato, gran parte dei quali così, tanto per fare. Prendere tanto per prendere non fa parte del mio modo di agire. Inserire un elemento nuovo nelle convocazioni chiuse a 23 diventa un problema. Ora Aramu entrerà stabilmente in gruppo. Tenere fuori 4-5 elementi a partita potrà forse tranquillizzare la mente dei tifosi ma io sono qua a fare un lavoro diverso. Non posso concedermi di avere giocatori poco in salute, che vengono a svernare o che ci mettono due mesi e mezzo ad entrare negli schemi del mister, quando il campionato sarà finito. Preferisco spremere le capacità di questo gruppo, perché veramente crediamo tanto. Ci offrivano questo e quell’altro giocatore, mi confrontavo col mister e gli chiedevo se era sicuro, ma eravamo comunque sempre allineato».

LE LUSINGHE. «Oltre al mercato in entrata sono arrivate lusinghe e offerte per alcuni nostri giocatori. Al di là di quella del Venezia per Fiori. Sono stati richiesti da club di B di alta classifica, di Serie A e dall’estero. Il Mantova poteva cedere su alcune richieste, ma il presidente è stato inflessibile. Prima di vendere dobbiamo fare ancora tanto qui. Gli ho fatto i complimenti. La società è sana, non c’è necessità di vendere, ma i giocatori devono ancora dimostrare di essere gente da B. Per farlo occorre salvarsi. Non bastano 20 partite e tot minuti in campo. Serve la salvezza nel curriculum. Allora potranno di essere giocatori di Serie B, saranno certificati. Per me sono forti, noi crediamo in loro ma devono ancora dimostrare tutto in questa categoria. Poi andremo su Transfermarkt e faremo le valutazioni».

LA FAME IN VISTA DEL SASSUOLO. «Negli occhi dei ragazzi vedo una fame che dovrà durare sino ad obiettivo raggiunto. Devono sfondare la porta anche in allenamento e mai giocare con sufficienza. Anche col Sassuolo giocheremo per i tre punti. Abbiamo dimostrato che con i nostri pregi e difetti possiamo affrontare a viso aperto qualsiasi avversario, che si chiami Sassuolo, primo, o Cosenza, ultimo. Coi neroverdi entriamo nella top class della B e noi neofiti siamo in quel gruppo di 10-12 squadre che lotta per salvarsi, soggette agli e bassi tipici della cadetteria».

LA QUOTA SALVEZZA. «Per me la quota salvezza quest’anno sarà nettamente più elevata del solito. C’è troppo equilibrio. Credo serviranno 46-47 punti, anziché i 42-43 che potevano essere messi in preventivo. Il campionato è imprevedibile, l’unica preoccupazione che i tifosi non devono avere è che questo gruppo non lotti. Qui se c’è da fare la guerra ci si arma e si va. Col Sassuolo bisogna portare l’entusiasmo e la passione dei tifosi che ci hanno accompagnato a Modena, dove vedere 1700 a sostenerci è stato uno spettacolo. Allora potremo toglierci delle soddisfazioni».

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1 anno fa

Alla grande! Mi piace questo progetto, totalmente in contrasto con lo schifo del calcio attuale! Ribadisco la mia fiducia alla società , all’allenatore e ai giocatori! Per quello che vedo in campo e per i valori trasmessi (escludendo le simulazioni ridicole che non vorrei più vedere, ovviamente mi riferisco alla falsa testata di burrai e al fallo da rigore su fiori….. pietà! Ridicoli e inopportuni). Ultimo appunto è ai tifosi: fino ad oggi ero stupito dal loro attaccamento , passione e concretezza. Ma quest’ultima è venuta meno a Modena! Finiamola con le violenze e i vandalismi! Prendiamo esempio dal rugby!… Leggi il resto »

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