Mantova-Reggiana, le pagelle dei biancorossi

La gara più negativa della stagione è un disastro collettivo, con carenze di idee e troppi errori da parte dei protagonisti

Le pagelle dei biancorossi:

FESTA – Tutto bene o quasi sino al raddoppio granata, nel senso che sarebbe stato probabilmente il biancorosso esente da specifiche responsabilità sul tracollo biancorosso. Invece ha voluto uniformarsi ai compagni facendosi uccellare (per dirla alla Alberto Gazzoli) da 30 metri. Da uno che per stessa ammissione di mister Viali mai avrebbe dovuto tirare in porta. Perché mai avrebbe potuto fare centro. Tutto questo, purtroppo, è accaduto. VOTO 5

FEDEL – Preso sempre nel mezzo tra gli avversari di turno, rivela tutte le sue fragilità. La corsa non basta, il calcio è anche idee e disciplina tattica, non solo mordente. Che poi si sviluppa con il pallone tra i piedi. Altrimenti è un altro sport. VOTO 5
CELLA – Tutto sommato è il meno peggio della pattuglia biancorossa e per dimostrare che non scendiamo dal carro dei vincitori (dello scorso campionato, però, quando lui non c’era) gli assegniamo la sufficienza. Meritata perché cerca di tappare falle sin dove è possibile e soprattutto perché tiene in vita il Mantova togliendo di testa dalla linea di porta il piattone di Vergara che avrebbe ammazzato la partita, già a metà primo tempo. VOTO 6
REDOLFI – Tiene botta su Gondo, che comunque non infierisce sui biancorossi. La Reggiana ha comunque così tante opportunità da rete che spesso in leggero ritardo c’è pure lui. Come nel finale, quando gli spazi si allargano e non è facile chiudere ovunque. VOTO 5.5
BANI – Un disastro. Per il ritardo con cui coglie il passaggio orizzontale di Aramu e il tunnel psicologico in cui s’infila dopo l’episodio dello svantaggio. Impacciato anche negli appoggi, quando l’ispirato Vergara lo punta son dolori. VOTO 4.5

MURONI – Brutto rientro al Martelli, per il mediano scomparso per un po’ dai radar biancorossi. Numerosi i palloni smarriti qua a là, imprecise le triangolazioni con i compagni. Dovrebbe avere esperienza e personalità per gestire il reparto e dare una mano ad Artioli ma francamente queste qualità non si sono viste. VOTO 5. WIESER (dal 61′) – Anche nel suo caso la buona volontà e il dinamismo non bastano. Perde un pallone sanguinoso che potrebbe costare il tris ospite ma viene graziato da una squadra che ha mille pregi ma non certo il cinismo. VOTO 5.5
ARTIOLI – Lentissimo come la manovra di tutta la squadra e se dall’altra parte si piazzano 11 uomini dietro la linea della palla, trovare verticalizzazioni è un problema. Oltre al passo cadenzato, manca accuratezza nella chiusura dei rombi, che sarebbero la fonte d’avanzamento del gioco del Possa. Peccato, perché in altre occasioni era stato brillante. VOTO 5

BRAGANTINI – Impalpabile per tutto il primo tempo, nella ripresa lo si vede quando viene sostituito. Spesso si ritrova fuori posizione, anche se ha l’abitudine ad accentrarsi. Mai una buona idea, nemmeno un guizzo estemporaneo. VOTO 5. DEBENEDETTI (dal 77′) – Meritava di giocare dall’inizio, dopo la prodezza di tre giorni prima. Certo lui non può dirsi svuotato. In un quarto d’ora gli capita un’occasione di testa ma non la sfrutta, colpendo male. VOTO 6
ARAMU – Il suo giudizio si allinea a tutto il centrocampo. Anch’egli non riesce quasi mai a superare l’avversario diretto. in più è un po’ troppo ottimista sul passaggio orizzontale che genera il gol di Sersanti. Non era al meglio, d’accordo, ma raramente va oltre l’ora di gioco. VOTO 5 GALUPPINI – Una punizione spedita contro la barriera e qualche triangolazione conclusa, non tanto di più. E quando c’è da metterla sul piano atletico trova spesso qualcuno più rapido di lui. VOTO 5.5
MANCUSO – Se a La Spezia era uscito di pessimo umore per aver giocato soltanto mezz’ora, anche il derby con la Reggiana non gli fa tornare il sorriso. Un paio di tentati dribbling sulla sinistra, senza esiti abbaglianti. Quattro gol in quattro mesi, una sola prestazione degna del suo pedigree di bomber. E adesso? VOTO 5. FIORI (dal 61′) – Un apertura grossolanamente errata, in una delle rarissime chance offensive e gli unici due tiri in porta dell’Acm, praticamente nella stessa azione. Per il resto mai s’accende, né viene innescato. VOTO 5.5

MENSAH – L’ha detto lui stesso, meritandosi l’Oscar della spontaneità. Stanco, svuotato. Mentalmente e fisicamente. Troppo solo là davanti. Tant’è che gli avversari non hanno nemmeno dovuto tartassarlo. Da gennaio urge il Mensah dei tempi migliori. Sperando che arrivino anche i gol. VOTO 5

MASSOLINI – Telecomandato, via Suagher. Francamente ingiudicabile, se non che nemmeno un talismano come lui poteva salvare oggi il Mantova dalla sconfitta. S.V.

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