Catanzaro-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Diverse le note positive sul taccuino di Possanzini, dal rientro importantissimo di Radaelli alla resurrezione di Bragantini

Cuore e cervello. Il Mantova porta via dal Ceravolo un punto che vale oro, al termine di una partita piena di cose. Gol, occasioni, gioco, intensitĆ , cartellini di ogni colore.

Capovolgimenti di fronte, e tante emozioni che i biancorossi e il Catanzaro hanno regalato al pubblico . Diverse le note positive che immaginiamo siano finite sul taccuino di mister Possanzini. Il rientro importantissimo di Radaelli, finalmente recuperato alla causa. La resurrezione di Bragantini, che dopo un periodo di appannamento ĆØ tornato ai livelli che gli competono, facendo vedere i sorci verdi alla (peraltro non irreprensibile) difesa giallorossa. I calabresi di mister Caserta, va detto, sono squadra che come il Mantova cerca il risultato attraverso il gioco, e sono dotati di alcuni elementi tecnicamente forti. Formazione temibile soprattuto dalla cintola in su.

L’altra grande nota di merito ĆØ che dopo il rosso a Cella, subentrato all’infortunato Redolfi, il Mantova ha sfoderato un carattere d’acciao. QualitĆ  non sempre messa in mostra in altre occasioni. La squadra non si ĆØ disunita, ha sfoderato gli artigli, con attenzione totale in fase difensiva (positivo l’ingresso di De Maio); e ha approfittato con astuzia degli spazi lasciati al contropiede da un Catanzaro riversatosi in avanti per pareggiarla prima, e vincerla poi. Peeccato solo per l’errore in scivolata di Brignani, che ha portato al pareggio dei calabresi; e per l’occasione mancata da Fiori su una efficace ripartenza al tramonto del match.

Ma il Mantova c’ĆØ, e questa partita può segnare la svolta nella (finora) poco redditizia sequenza di partite lontano dalle mura amiche. Convinzione e autostima non potranno che crescere. Altro punto a favore della gestione del mister ĆØ che anche le presunte riserve (vedi Solini, Fedel, Artioli), dopo un inizio in cui hanno visto poco il campo, sono ormai coinvolte a pieno titolo. Il gruppo ĆØ unito, e tutti si sentono parte del progetto. Infine, una nota doverosa di encomio alla passione della tifoseria biancorossa. Sugli spalti al Ceravolo c’erano circa duecento mantovani. In una delle trasferte più scomode e lontane della stagione. A loro va la nostra incondizionata ammirazione. Loro la partita l’hanno e l’avrebbero vinta comunque, a prescindere dal risultato del campo.

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1 anno fa

Poveretti..

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