Dicono di noi – Sassuolo-Mantova vista dai quotidiani sportivi nazionali

Tutti concordi: del Mantova piace l'organizzazione di gioco ma non è pungente. La stampa magnifica il ritorno al gol di Berardi

Ecco il resoconto di Sassuolo- Mantova per La Gazzetta dello Sport:

“Questa volta la macchina da gol del Sassuolo – 24 reti, miglior attacco del campionato – s’inceppa ma la sostanza – e il risultato – non cambiano. Nel senso che serve un rigore agli emiliani per andare oltre ilantova ma la settima vittoria stagionale vale agli uomini di Grosso il controsorpasso sullo Spezia e il secondo posto, e pazienza se i neroverdi non brillano. Soccorre Berardi, e chi pensa che la prima rete stagionale del 10 possa essere un segnale che il Sassuolo manda al campionato si accomodi, perché vincere quando non giochi bene, e farlo soffrendo, dà dimensione compiuta ad una squadra che numeri alla mano macina punti su punti. Come contro il Modena, in occasione dell’ultima gara casalinga, nel primo tempo il Sassuolo non decolla. E come nel derby, non solo per demeriti suoi, quanto per merito di un Mantova i cui numeri esterni (solo due punti in trasferta) e recenti (un punto nelle ultime tre gare) non sono granché, ma che l’ex Possanzini organizza nel modo giusto. Gli ospiti si prendono i rischi del caso – l’uno contro uno sugli esterni, dove il Sassuolo sulla carta è incontenibile – e non rinunciano a proporre trame che arrivano sì di rado a ridosso dell’area sassolese ma garantiscono alla fase di non possesso dei lombardi agi importanti e soprattutto fanno in modo che la linea difensiva non vada mai in affanno. Il piano gara del Mantova funziona, tant’è che l’occasione più nitida il Sassuolo se la guadagna al 21′, quando Festa respinge un colpo di testa di berardi. Un’incornata, appunto, non proprio la specialità della casa per il genietto calabrese, a suggerire come i neroverdi debbano comunque creare e inventare per non impantanarsi. Quando vanno con il pilota automatico, invece, gli uomini di Grosso risultano un tantino didascalici, e lasciano al Mantova una gestione di cui gli ospiti sembrano anche poter approfittare. In chiusura di primo tempo con Mancuso e Galuppini, e in avvio di con secondo, quando è Satalino a togliere dal sette un tracciante di Fiori. È qui che il Sassuolo, vistosi insidiato, reagisce trovando la continuità e l’intensità che infine lì era mancata. In 2′ i neroverdi sfiorano infatti, con Russo e Thorsvedt, la rete del vantaggio, che arriva a stretto giro, con Berardi che conquista e trasforma un rigore che lo riconsegna il tabellino dei marcatori dopo quasi un anno – ultimi gol a Udine, dicembre 2023 – di assenza. Rigore che il Sassuolo si trova poi costretto a difendere dal ritorno degli ospiti che graffiano ma non pongono, nel corso di un serrate finale che spalanca prateria ai neroverdi, improvvidi nel non approfittare degli spazi nella metà campo altrui, ma sufficientemente puntuali nella loro per tenere a distanza possibili guai”.

Così invece il torinese Tuttosport:

“Il Sassuolo vince ancora ma che fatica contro un Mantova tenace e propositivo. A decidere il match Domenico Berardi, tornato in campo da titolare esattamente 8 mesi dopo l’infortunio al tendine d’Achille (3 marzo-3 novembre) e alla prima rete in campionato. Il rigore, guadagnato e poi trasformato dall’esterno neroverde, ha spostato gli equilibri di un incontro in cui il Mantova di Possanzini ha avuto più possesso e molti più passaggi complessivi di un Sassuolo che Grosso ha disegnato con diverse novità. Dentro dall’inizio il recuperato Boloca, Russo centravanti con Mulattieri in campo solo nel finale e una linea a tre alle sue spalle, formata da Berardi, Thorsvedt e Laurientè, tre calciatori che con la serie cadetta hanno davvero poco a che spartire.  Ma Possanzini, che a Sassuolo ha lavorato nello staff tecnico di De Zerbi, ha saputo dare al suo Mantova autostima e capacità di attaccare con tanti uomini, tanto che alla fine ai biancorossi resta qualche rimpianto. Nel primo tempo, più tattico, due le grandi opportunità, una per parte: la prima per gli ospiti con una conclusione sotto misura di Mancuso terminata a fil di palo e la seconda con un’incornata di Berardi, disinnescata non senza fatica da Festa. La ripresa è più vivace e si apre con Fiori che chiama alla grande risposta Satalino. La risposta del Sassuolo è letale: Berardi affronta in area panizzi che lo stende, dagli undici metri e sotto la sua curva l’ex azzurro insacca. La gara si apre, Thorsvedt e Pierini non finalizzano un paio di ghiotte opportunità e allora nel finale è ancora Satalino a metterci una pezza su Redolfi. Il Sassuolo resta secondo a due punti dal Pisa e continua a correre, il Mantova è nei pressi della zona playout e deve accelerare il passo, magari raccogliendo meno complimenti e più punti”.

Infine la gara del Mapei Stadium raccontata dal Corriere dello Sport-Stadio:

“Mimmo Berardi trascina il Sassuolo (20 punti sugli ultimi 24) avvertendo il Pisa e la B. Il bomber calabrese, bandiera neroverde contro un buon mantova (60,3% di possesso palla con solo due punti in 7 trasferte) è tornato anche al gol. Alla quarta presenza, di nuovo titolare dall’ultima volta il 3 marzo giorno dell’infortunio a Verona, segna e decide la partita ritrovando la via della rete che aveva preparato con tre assist entrando dalla panchina nelle prime tre gare per poi saltare quella a Castellammare di Stabia. Gli sono bastati 152 minuti giocati fin qui per andare a segno, ricordando il 17 dicembre 2023 quando a Udine realizzò una doppietta dal dischetto. È ripartito proprio da un rigore, sul fallo ai suoi danni di Panizzi, per trasformarlo con la palla all’angolino destro di Festa, che non ha provato neanche a buttarsi. Berardi è entrato in tutte le giocate migliori, fin dal tiro al 2′ bloccato dal portiere e compresa l’occasione grossa di testa al 21′ sventata da Festa che gli ha negato l’esultanza già pronta. Ha fatto pure ammonire per un fallo Solini (16′), poi sostituito. Il marchio di fabbrica si vede subito e ne esce fuori un bel primo tempo con aggressività sulla trequarti e fraseggio per cercare le soluzioni, come fa Mancuso al tiro senza trovare la porta. Nella ripresa Fiori manca il controllo per presentarsi solo davanti la porta e poi impegna col mancino Satalino costretto in angolo. Ci provano Russo e Thorsvedt, preludio all’episodio decisivo. Ci sono poi le opportunità di Mulattieri e Pierini (al 28′ si fa tutto il campo e Festa respinge lo scavetto), col tentativo dei virgiliani nel finale quando Redolfi sfiora il pari col tiro-cross alzato dal portiere”.

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