Si gioca bene, ma non si segna. Questo il mood del tifoso medio all’uscita dal Martelli, al termine della notturna contro il Palermo.
Possesso palla quasi al 67%. Gol all’attivo in tabellino, zero. Tiri in porta totali, 13 a 6 per il Palermo. Bastano questi dati a sintetizzare l’andamento del match giocato in infrasettimanale contro i siciliani. Avversaria dal pedigree di prestigio, indubbiamente, ma non lo spauracchio che si temeva. Il Mantova gioca bene, ĆØ per larghi tratti padrone del campo, ma non fa gol. La diagnosi del tifoso ĆØ semplice: non si segna perchĆØ non si tira in porta. Senz’altro semplicistica. Ma le statistiche sembrano dare linfa a questa tesi. La sensazione dagli spalti quest’anno ĆØ che i giocatori di Possanzini abbiano paura di cercare la stoccata. Un passaggio di troppo, un tempo di gioco perso, quando dalle tribune si incita a battere a rete.
Beninteso, il pareggio ĆØ un buon risultato. PerchĆØ di fronte c’era una delle formazioni più accreditate per il salto di categoria. Una squadra solida, attrezzata, e che ha avuto le sue belle occasioni, soprattutto nella ripresa quando l’intensitĆ di gioco dei biancorossi ĆØ sembrata calare. Con Festa ancora una volta decisivo in un paio di situazioni. Resta la soddisfazione per avere strappato un punto a una big, e per aver comunque vissuto una serata di gala contro un’avversaria di rango. Ma il bilancio di questo spicchio di stagione recita tre punti nelle ultime cinque partite.
In classifica, il Mantova si trova ora appena un soffio sopra la zona playout. E la graduatoria nella parte inferiore è cortissima, basta un niente per rimanere invischiati nella bagarre. Un ritorno alla vittoria sarebbe quanto mai importante. Sarà durissima, perchè le due prossime avversarie si chiamano Sassuolo e Cremonese. Due corazzate, costruite per vincere il campionato. Ma anche le big appena affrontate, Samp e Palermo, dovevano essere dei babau, invece in entrambe le sfide i biancorossi se la sono giocata alla pari. Consci della forza delle avversarie, ma senza timori reverenziali. Servirà tanta concentrazione, e un pizzico in più di cattiveria e decisione in zona gol. Proviamoci.

