Una delle prestazioni più opache della stagione. Un’altra partenza ad handicap con la rete incassata a freddo (e questa morbidezza all’incipit delle partite è una zavorra pesantissima alla quale bisognerà trovare rimedio). Un black out inspiegabile nella seconda frazione dopo il rigore concesso e poi revocato dal Var, in cui la squadra biancorossa è letteralmente sparita dal campo. Il rischio di rimediare un passivo pesante evitato grazie a due super parate di Festa e agli errori degli avanti altoatesini (e se Festa ancora una volta è stato il migliore in campo fra i biancorossi, qualcosa vorrà pur dire).
Alla luce di questo andamento del match, il punto portato a casa da Bolzano può considerarsi d’oro. Anche perché permette di tenere a distanza una diretta concorrente per la salvezza. Però i segnali arrivati dal Druso non sono certo positivi. Gli errori difensivi visti col Pisa si sono ripetuti. L’assenza di Brignani e Redolfi al centro della difesa sta pesando parecchio, ma non basta a spiegare questa involuzione.Di buono ci portiamo a casa la capacità di restare sempre in partita. Di rimontare due volte da una situazione di svantaggio. Di aver riacciuffato in extremis una partita che una squadra più in fiducia e più cinica del Sudtirol di ieri, avrebbe potuto e dovuto chiudere prima.
E un tifo biancorosso ancora encomiabile, col settore ospiti esaurito e tanti supporter virgiliani negli altri settori dello stadio. Per inciso, stadio monco, senza curve, il rinnovato Druso. Ma moderno, confortevole e funzionale, un fiore all’occhiello della società altoatesina. In chiave classifica, il punto è preziosissimo. Ma urge un cambio di marcia. Nei tre impegni pre-sosta invernale, i ragazzi di Possanzini saranno due volte di scena al Martelli. Contro avversari abbordabili quali Frosinone e Reggiana. Sarà l’esito di queste due partite a dire molto sugli orizzonti del Mantova in questo campionato.

