Per Francesco Galuppini, venerdì 14 giugno è stata la giornata del doppio sì.
Prima il prolungamento di contratto col Mantova fino a giugno 2026. Poi è convolato a nozze per sposare la sua Elisa a Cellatica, in provincia di Brescia (sua città natale). Insomma una giornata elettrizzante e ricca di tante emozioni, le stesse che il bomber bresciano ha vissuto in questa stupenda stagione con la maglia dell’Acm. Vice capocannoniere della Serie C e miglior realizzatore biancorosso con quattordici centri e sei assist in trentotto presenze. Mica male…
Francesco, regalo migliore per le nozze te lo aspettavi?
«Assolutamente no. Penso sia un atto di stima della società sia nei miei confronti che di tutto il gruppo. Sono felice e onorato di indossare per altre due stagioni questa maglia».
Come ti senti?
«Un po’ agitato per il matrimonio – dice ridendo Galuppini – . A parte gli scherzi, mi fa molto piacere continuare a far parte di questo gruppo. Il rinnovo non era affatto scontato. Nella mia carriera ho avuto la fortuna di non essere mai andato a scadenza, ma mi è capitato di avere contratti triennali non rivisti. La società mi ha dato l’opportunità di far parte di una vera famiglia».
A proposito di matrimonio, congratulazioni…
«Grazie. È l’estate più bella della mia vita. Sento dentro tante emozioni, ma per fortuna sono abituato a gestirle».
Ripercorrendo la stagione, ti saresti mai immaginato il Mantova in B?
«Direi proprio di no. Ad inizio ritiro, valutando il mercato e le rose, abbiamo capito che c’erano squadre più attrezzate di noi. Però nel calcio tutto può succedere e grazie alla forza del gruppo e della società, siamo riusciti a compiere un’impresa storica».
Come descriveresti mister Possanzini ed il dt Botturi?
«Il mister è un fenomeno, mentre il direttore è puntuale come un orologio svizzero. Non sbaglia mai scelte e tempi e penso che questo sia sotto gli occhi di tutti. Loro due, oltre al presidente Piccoli, hanno creato un’alchimia che si è trasformata poco a poco in una famiglia».
Per te sarà il primo anno tra i cadetti. Sei pronto?
«Non vedo l’ora. Non mi pongo limiti e paletti. Sono pronto ad aiutare la squadra. Mi spiace non aver dato il mio contributo a fine campionato. Fisicamente e mentalmente ho staccato la spina, però arrivare a 30 anni e giocare quasi tutte le gare, è un bel traguardo».
Quale sfida ti stuzzica di più? «Se penso al Brescia, mi vengono i brividi. Ogni tanto, vado al Rigamonti a vedere le partite. Lo faccio da quando sono piccolo. L’altra è la Salernitana: mi immagino giocare davanti a 30mila persone… ».
Prima, però, la meritata luna di miele…
«Andrò a Bali e poi Lombok – conclude Galuppini – . Dopo di che mi fermerò quattro giorni a Doha. Ad oggi però non sarei mentalmente pronto per il ritiro. Mi godo il matrimonio».


Grande galu❤️