Acm, spareggi che passione!

Per tre volte il Mantova è andato alla ricerca del titolo nazionale di categoria, sempre tra i dilettanti

Da quando sono stati introdotti playoff e playout accade piuttosto spesso che il campionato del Mantova abbia una coda. Ma il club virgiliano vanta anche tre precedenti – per così dire anomali – in cui è andato a caccia del titolo nazionale della massima serie dilettantistica, che col passare degli anni ha cambiato spesso denominazione.

Il Mantova arriva alle finali di categoria per la prima volta nel 1957-58, alla vigilia della grande scalata che porterà la squadra in A in  tre soli anni. Infatti nel giugno 1958, un Acm ancora biancazzurra e già guidata in panchina da Edmondo Fabbri, vince il girone C di IV Serie garantendosi il salto di categoria  ed è poi chiamata a giocarsi lo scudetto dei dilettanti, con un triangolare analogo a quello che si appresta ad affrontare a partire dal prossimo weekend con la Supercoppa di C, ma con sifide di andata e ritorno.

Dopo Cosenza-Spezia 1-0, l’8 giugno 1958 il Mantova riceve al Martelli i calabresi, battuti 3-0 con le reti di Furini, Fantini e Recagni. Nella serata di sabato 14 giugno è però sconfitto a La Spezia con l’identico 3-0: match burrascoso, come confermano le tre espulsioni (compresi i mantovani Ravelli e Giavara). Anche il Cosenza cede a La Spezia (1-0); e in Calabria, nel giorno della finale mondiale tra Svezia e Brasile, l’Acm cede 4-2 (doppietta di Ravelli), nonostante abbia chiuso sul 2-1 la prima frazione. Tutto si decide pertanto nel finale Mantova-Spezia del 6 luglio, Grazie alla tripletta di Recagni, l’undici di Fabbri s’impone 3-1 sullo Spezia. La classifica finale del triangolare vede le tre squadre appaiate a 4 punti, con eguali vittorie casalinghi e ko esterni. La differenza reti premierebbe lo Spezia (+1), rispetto a Mantova (0) a Cosenza (-1) ma la Lega interregionale dilettanti decide di assegnare lo scudetto alle tre squadre ex-aequo.

Nel 1995-96, delusi dall’aver mancato la promozione in C2 a vantaggio dell’Iperzola, i biancorossi di Sauro Frutti affrontano i playoff scudetto. Esordio con vittoria in casa della Luparense (1-0, rete di Trentini), bis al Martelli con il Mestre (3-1, Prete, pari di Sormani jr. e doppietta di Ivano Martini), colpaccio anche a Caerano San Marco (1-0, Martini dal dischetto), addirittura un 6-2 alla Pievigina (due volte Martini e poi Battistella, Padovani, Prete e un autogol a sbloccare il risultato). L’1-1 nella tana della Sanvitese (sempre Martini su rigore) certifica il successo dell’Acm nel mini-girone. Porte aperte alle finali nazionali, un triangolare disputato in un solo pomeriggio a Francavilla al Mare, con gare da 45 minuti. Il Mantova si esalta con la Nuova Nardò (3-2, Padovani e doppietta decisiva di Massimo Zuppini) ma poi deve arrendersi ai bolognesi del Castel San Pietro (0-2), che conquistano lo scudetto di Cnd battendo 1-0 Nardò.

Nel 1996-97, i biancorossi allenati da Gianni Ragazzoni vincirori del girone D del Campionato nazionale dilettanti si giocano la poule A per lo scudetto. Esordio in bianco (0-0) in casa di quell’Albinese che due anni più tardi darà vita all’AlbinoLeffe. E poi pari casalingo (1-1) sotto la pioggia con la Biellese: non basta il gol-lampo di Soave. A passare il turno è la Biellese, dopo il successo sui bergamaschi. Ora il Mantova è pronto a riscrivere un pezzetto di storia del club con le finali di C.

 

 

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