Mister, una delle note più positive è la capacità di questa squadra di restare sempre in partita, anche nelle difficoltà. Oggi è arrivato anche il premio per questo atteggiamento.
«Sicuramente. Oggi è stata una bella partita, contro una squadra molto forte. Nei primi 15 minuti siamo partiti anche bene, forse ci è mancato qualche guizzo davanti. Abbiamo recuperato qualche pallone, poi ci siamo allungati e loro, giocando spesso con il portiere e cercando la palla lunga sulla seconda, sono riusciti a prendere campo e a creare un predominio importante. Abbiamo sofferto soprattutto negli ultimi dieci minuti del primo tempo. Nella ripresa abbiamo preso gol a causa di una nostra uscita sbagliata, con una copertura preventiva che non è stata fatta bene. È stata una partita molto tirata. I ragazzi entrati hanno dato il loro contributo e hanno portato voglia ed energia. Non bisogna bocciare chi è uscito, perché la partita si gioca in 95 minuti. Siamo stati bravi a pareggiarla e siamo contenti, perché fare punti qui non è semplice».
Quattro cambi all’intervallo: una scelta piuttosto inusuale. Cosa non stava funzionando?
«Non dovevo controllare nessuno. Come ho detto, siamo partiti anche bene, poi ci è mancata un po’ di pressione e abbiamo lasciato troppo spazio al loro palleggio. Quando concedi a giocatori di questo livello tecnico la possibilità di giocare, inevitabilmente ti creano problemi. Ho fatto quella scelta perché volevo andare forte anche sul portiere, rischiando magari qualche giocata che potesse liberare il centrale e costringerci ad abbassarci. La decisione era quella di cambiare atteggiamento e aumentare l’intensità. I ragazzi si sono comportati bene, ma il nostro atteggiamento deve essere questo: dobbiamo essere il Mantova che fa la partita e che dà fastidio a tutte le squadre della categoria».
Dopo una serie di confronti impegnativi, cosa vi portate dietro da queste partite?
«Nel percorso metto anche la partita contro il Palermo, poi l’Entella, la Cremonese e oggi il Modena. Abbiamo affrontato una serie di squadre costruite per raggiungere obiettivi molto importanti. Adesso ci aspetta un altro derby, quello contro il Verona. È bello confrontarsi con avversari di questo livello. In tante partite nelle quali abbiamo perso, i ragazzi probabilmente non meritavano la sconfitta. Anche oggi non era semplice, perché affrontavamo una squadra veramente forte, sia a livello tecnico sia per le idee di gioco. I ragazzi sono stati bravi a interpretare la partita e a rimanerci dentro fino alla fine».
Una parola anche per Spinaccè, che ha trovato il suo primo gol in Serie B. Dopo qualche difficoltà, è riuscito a sfruttare l’occasione decisiva.
«Voi conoscete la nostra squadra e sapete come è stata costruita. Abbiamo tanti ragazzi, come Spinaccè, che devono formarsi e capire le caratteristiche delle partite, gli avversari e i momenti nei quali vengono chiamati in causa. Non abbiamo molti giocatori con una grande esperienza in questa categoria, ma la società mi ha messo a disposizione ragazzi di grande prospettiva. Stiamo facendo un percorso importante. Questa squadra non molla mai, è sempre dentro la partita anche quando subisce un gol e cerca sempre di giocare, di affrontare l’avversario e di fare le cose nel modo giusto. Spinaccè è stato premiato per la dedizione che mette in campo. È un ragazzo che durante il ritiro ha avuto un infortunio molto lungo, poi è rientrato e ha avuto un altro problema al collo. Adesso sta crescendo piano piano, come tanti altri ragazzi».
Quanto merito ha il direttore sportivo Brutti nella costruzione di una squadra che sta ottenendo risultati importanti, anche attraverso giocatori non particolarmente conosciuti?
«La scelta della società è stata quella di portare a Mantova giocatori funzionali al progetto. Tanti sono di proprietà e pochi sono in prestito: Spinaccè è uno di questi. L’obiettivo è valorizzare il più possibile i nostri ragazzi. È normale che, quando arrivano i risultati, anche i giocatori acquisiscano una valorizzazione maggiore. Su questo dobbiamo continuare a lavorare, cercando di migliorarci tutti i giorni».
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