Mantova-Catanzaro, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Peccato finisca così, nel peggiore dei modi. Sarebbe stato meglio chiudere prima l'era Possanzini-Botturi, lasciandosi con una stretta di mano. Prima che la situazione precipitasse fino a questo punto

Affondati. Senza appello. Affondati dalla cronica incapacità di concretizzare, per mancanza di precisione e di cinismo in fase realizzativa, il volume di gioco, a tratti anche pregevole, prodotto nel primo tempo. Affondati da un doppio cambio completamente sbagliato che, al 18′ della ripresa, ha smontato gli equilibri in difesa e a centrocampo di una squadra che stava funzionando discretamente. Affondati da una sciagurata autorete, inaccettabile perchè non forzata da un avversario, di quello che si candida a peggior acquisto degli ultimi vent’anni (bidone è il termine più adatto): la seconda nella porta sotto la Cisa dopo quella nel derby col Modena, qualcosa di difficile persino da immaginare. Affondati infine da una fragilità difensiva che ha portato a 18 il totale dei gol al passivo (peggior retroguardia della B): gli attaccanti catanzaresi (specialmente dopo lo spostamento di Castellini sulla fascia, dove come ormai si è visto rende molto meno che al centro) affondavano come lame nel burro.

L’inadeguatezza sulle palle inattive poi, come noto, è stata una costante di tutto questo scorcio di campionato. La vulnerabilità in retroguardia è il più grave problema palesato in questa stagione dal Mantova, ed è un fatto che l’allenatore non sia stato capace in questi mesi di porvi minimamente rimedio. Peccato finisca così, nel peggiore dei modi. Sarebbe stato meglio chiudere prima l’era Possanzini-Botturi, lasciandosi con una stretta di mano. Prima che la situazione precipitasse fino a questo punto. Prima che lo scollamento con l’ambiente assumesse queste dimensioni. Prima che al mister saltassero i nervi al punto di arrivare al battibecco con gli spettatori della tribuna (spettatori i cui insulti peraltro non sono in alcun modo giustificabili). Ma sono tutte riflessioni fatte col senno di poi. Il mercato si è rivelato completamente fallimentare, e nessuno ha avuto la prontezza di correre ai ripari. Nonostante già nel periodo delle amichevoli precampionato, il campanello d’allarme avesse squillato forte e chiaro. Ruoli scoperti dalle partenze e non sostituiti adeguatamente. Ruoli riempiti con inutili doppioni. Giovani senza nessuna esperienza ed esperti reduci da stagioni negative o da panchine prolungate.

Ora ci sarà una svolta, e vedremo cosa succederà. Resta il fatto che la situazione di classifica è pesantissima, e pur mancando ancora 28 giornate, raddrizzarla sarà un’impresa titanica.

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