Catanzaro-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Ad un atteggiamento apprezzabile, battagliero e grintoso, hanno fatto da contraltare fatali svarioni in fase difensiva. Gli ennesimi di questa disgraziata stagione

Nel meteo da tregenda di Catanzaro il Mantova si smarrisce e torna dalla lunga trasferta con un pugno di mosche. Squadra tecnica e capace di giocare un ottimo calcio quella giallorossa, attrezzata per agguantare nuovamente i playoff. Però ancora una volta i biancorossi ci hanno messo del loro. Ad un atteggiamento apprezzabile, battagliero e grintoso, hanno fatto da contraltare fatali svarioni in fase difensiva. Gli ennesimi di questa disgraziata stagione. Se a questo aggiungiamo che le azioni offensive, pur numerose, hanno prodotto poco e niente in termini di palle gol, la frittata è fatta.

Nel primo tempo il Catanzaro aveva condotto il gioco con autorità e qualità. Mentre nella ripresa i calabresi, forti del doppio vantaggio, hanno lasciato campo all’Aciemme, che ha collezionato numeri importanti in termini di calci d’angolo e possesso palla. Creando però, ahinoi, solo un vero grande pericolo alla porta di Pigliacelli, con la traversa colpita dal neoentrato Muci. Difficile giudicare le prestazioni dei singoli nei primi 40 minuti per chi non era presente al Ceravolo, data la fitta nebbia che impediva di distinguere il pallone, figuriamoci i giocatori. Però le topiche difensive di Meroni, Dembélé, Gonçalves (recidivi, spiace dirlo), coadiuvati (si fa per dire) dai tutt’altro che irreprensibili Castellini e Maggioni, si sono viste con sufficiente chiarezza.

Seconda trasferta consecutiva e seconda sconfitta. Una situazione di classifica sempre più difficile. E sabato prossimo, un turno casalingo contro la lanciatissima Sampdoria. Già, la Sampdoria. Confronto che stimola una riflessione. Prima del mercato invernale i blucerchiati arrancavano nelle ultime tre posizioni, più o meno a pari punti con i biancorossi virgiliani. A gennaio però hanno fatto un mercato clamoroso, rinforzandosi con calciatori (Brunori, Esposito, Viti, Begic, Pierini, Palma, Martinelli) che in categoria fanno fare il salto di qualità. Chiaramente si parla di un budget sontuoso, non paragonabile con quello a disposizione del Mantova di Piccoli. Però il campo ha messo in luce la differenza abissale fra i loro rinforzi e i nostri.

Rivoluzionato senza mezzi termini lo spogliatoio possanziniano, il campo dice che i vari Dembélé, Meroni, Kouda, Gonçalves, Buso hanno avuto ormai, chi più chi meno, parecchio minutaggio; ma per quanto mostrato sinora nessuno di loro ha oggettivamente alzato il livello della rosa. Idem i comprimari Zuccon, Benaïssa e Chrysopoulos (non impiegato nemmeno in occasione della squalifica di Cella). Il solo Bardi è un top della categoria nel suo ruolo. In attesa che i vivaci Muci e Bianay diano seguito alle buone impressioni fornite nei brevi spezzoni in cui hanno giocato, e di vedere all’opera il quotato (ma finora oggetto misterioso) Junior Ligue, il bilancio del mercato non è entusiasmante. Serve tanto lavoro di Modesto, per sperare in una svolta che porti almeno ad acciuffare i playout, traguardo che in questo momento sembra il massimo realisticamente raggiungibile.

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