Piccoli: «Mantova, più coraggio e determinazione a Cesena»

Il presidente biancorosso: “Dai tifosi mi aspetto sostegno totale, come quello della Te. Basta critiche a Possanzini e squadra, risentono del clima negativo”

Piccoli

Dopo i fischi piovuti dal Martelli in occasione del derby di lunedì scorso Mantova-Reggiana, il presidente Filippo Piccoli ha deciso di intervenire. Il numero uno di viale Te ha lanciato un appello ai tifosi. Ma non solo.

«Parlo di una minoranza – precisa Piccoli – ma perché fischiare o lamentarsi già all’inizio della partita? Non lo capisco. Ho sempre detto che il nostro obiettivo è salvarci. È vero: in estate avevo parlato di un campionato più tranquillo dell’anno scorso, ma è evidente che alcune scelte non siano state azzeccate. La stagione però è lunga e farò tutto il possibile per sistemare le cose».

Il patron non comprende l’avversione di parte del pubblico nei confronti di Possanzini: «I tifosi hanno diritto di criticare, certo, ma durante la partita mi aspetto sostegno totale, come quello della curva Te. I giocatori e l’allenatore risentono del clima negativo. La situazione è diventata pesante e dannosa».

Piccoli ribadisce la sua fiducia nel tecnico: «È mio dovere proteggere squadra e allenatore. Sono convinto, come lo erano Botturi e ora Rinaudo, che Possanzini sia l’uomo giusto per portarci alla salvezza. Vogliamo arrivare fino in fondo con lui. Ai tifosi dico: stateci vicini, basta critiche preventive».

Il presidente è anche soddisfatto per la revoca del divieto di trasferta: i tifosi potranno seguire il Mantova sabato a Cesena. «Mi sono superato – scherza – quasi prostituito! Ringrazio il senatore Paganella, che ha parlato direttamente con il ministro dell’Interno, e il presidente di Lega Bedin. Resta comunque il problema di fondo: non è giusto che tutti debbano pagare per colpa di pochi. Spero si apra un tavolo di confronto in Lega».

Piccoli ha poi parlato delle dimissioni del dottor Ballardini: «Lo ringraziamo per quanto ha fatto. I cicli finiscono, ma la sua situazione andava gestita meglio già in estate. Mi prendo le mie responsabilità».

Sul nuovo corso tecnico guidato da Rinaudo: «Ora condividiamo ogni decisione. Prima non era così, ma per mia scelta».
Sul mercato: «Interverremo, è evidente. Ho dato la massima disponibilità. Ma adesso la priorità sono le prossime tre partite. Contro la Reggiana abbiamo avuto paura. Il Cesena, invece, gioca e lascia giocare. Chiedo alla squadra più coraggio e determinazione: è ciò che vuole Possanzini. Ascoltate il mister».

Infine, un accenno alla situazione economica: «Ho grandi sogni, ma non risorse infinite. Nuovi soci? L’ideale sarebbe un modello simile a Pisa o Atalanta: proprietà solide e gestione affidata a chi conosce bene la società. Se si presentasse un’opportunità così, perché no? Altrimenti meglio continuare da soli».

(fonte La Voce di Mantova)

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