Dicono di noi – Idee e bel gioco, così Possanzini cerca a Mantova il miracolo-bis

Occhio al Pos: il suo 4-3-3 è stato nella scorsa stagione spettacolare ed efficace

Un anno dopo è cambiato tutto. Dodici mesi fa, il giorno del raduno, il Mantova era formalmente ancora in Serie D, dopo un’annata disgraziata – l’ennesima – e aspettava il ripescaggio, poi arrivato per la rinuncia del Pordenone.

Lunedì invece il primo giorno della nuova stagione si è aperto tra l’entusiasmo e sorrisi: la festa per la promozione in Serie B (ritrovata dopo 14 anni) è come se non fosse mai finita. Il mantova ha dominato lo scorso campionato di C con un gioco spumeggiante, moderno a tratti irresistibile. Il tecnico Davide Possanzini ha donato alla squadra un’impronta ben precisa: ha lavorato per tanti anni al fianco di De Zerbi riuscendo ad assorbire certi principi di gioco che poi ha proposto a Mantova. Il suo 4-3-3 è stato l’arma letale che ha sorpreso gli avversari e che ha permesso alla squadra di avere di gran lunga il miglior attacco.

Possanzini da calciatore è stato uno dei simboli del Brescia: goleador, capitano, tutto. E proprio da Brescia è partita la sua carriera da tecnico professionista anche se in realtà è stato catapultato da Cellino in un momento delicatissimo di una stagione disastrata: dopo 2 partite con altrettante sconfitte è stato cacciato. Senza poter dimostrare il suo reale valore. La sua idea di calcio l’ha affinata appunto seguendo De Zerbi (suo compagno al Brescia), come vice a Foggia, Palermo, Benevento, Sassuolo e Shakthar. E alla prima occasione utile, quando ha potuto prendere in mano la squadra fin dal ritiro estivo, ha fatto vedere il suo valore.

Un anno fa aveva firmato con il Mantova in Serie D, lunedì ha cominciato la stagione con la squadra in B. Possanzini ha avuto qualche richiesta anche in Serie A ma non ha mai traballato: ha sempre detto di voler sposare il progetto del Mantova. La prima pietra è stata posata confermando il blocco della scorsa stagione. Così i biancorossi punteranno ancora sulla costruzione dal basso con Burrai a smistare i palloni in mezzo al campo e gli esterni Galuppini e Fiori a sgroppare sulle fasce.

Chiaramente la squadra per essere competitiva ha bisogno di alcuni rinforzi e il dt Christian Botturi cercherà di ripetere il miracolo di un anno fa quando in pratica non ha sbagliato una mossa. C’è bisogno di un rinforzo per reparto, in particolare serve una punta centrale che garantisca un certo numero di gol. In quelle zolle la scorsa stagione si è mosso Davis Mensah che ha segnato 5 gol, un po’ pochini anche se c’è da dire che ne ha fatti fare molti ai compagni con i suoi movimenti da falso nove. Il mantovano Kevin Lasagna e Mattia Aramu piacciono e sono stati sondati ma al momento le parti sono ancora lontane.

Per ora la società ha lavorato sugli allungamenti di contratto e in più sono stati presi l’attaccante Francesco Ruocco dalla Torres, il centrocampista Federico Artioli dal Sassuolo, il difensore Stefano Cella dall’Ancona, il portiere Federico Botti dall’Arzignano e il difensore Matteo Solini dal como. Celesia, Monachello e Bombagi invece non fanno parte del progetto e sono sul mercato.

(fonte Gazzetta dello Sport)

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