Il derby e i protagonisti: «Il Mantova può stare ai vertici»
Setti conosce bene il valore delle due squadre e non nasconde le proprie aspettative per il confronto del Martelli. «Il Verona mira alla Serie A, ha una rosa lunga e di grande qualità, anche se è stata condizionata da qualche infortunio di troppo. Ha ritrovato nelle ultime gare consapevolezza e fiducia, arriverà al Martelli carico e in ripresa».
Dall’altra parte, però, l’ex patron riconosce le qualità del Mantova: «Ha una buona squadra, con un’identità precisa, che sta dimostrando di valere le prime posizioni della classifica. Mi aspetto un bel match e sono convinto che non finirà 0-0. Sarà tutto da gustare».
Tra gli aspetti più interessanti della partita ci sarà anche il confronto in panchina, con due allenatori che Setti conosce personalmente. «Sarà tutto da gustare anche il duello fra i due tecnici, che conosco. Modesto lo incontrai sei anni fa per portarlo a Mantova, ci avevo visto lungo… Però poi non se ne fece nulla. Ora credo sia maturato facendo le sue esperienze e dimostra che il suo calcio è redditizio».
Trasferte vietate: «Una questione nazionale, ci rimette la maggioranza dei tifosi»
Il derby, però, non avrà la cornice di pubblico che avrebbe meritato. Il divieto di trasferta per i sostenitori veronesi impedirà infatti alla tifoseria gialloblù di raggiungere Mantova. Una decisione che Setti contesta apertamente, allargando il ragionamento a un problema che riguarda tutto il calcio italiano.
«Questa partita avrebbe meritato il Martelli pieno, ma quello delle trasferte vietate ai tifosi non è un problema di Mantova e Verona, è una questione nazionale. È una cosa incredibile, danneggia i conti economici delle società e fa assistere a uno spettacolo dimezzato».
Per l’ex presidente, la soluzione non può limitarsi a impedire gli spostamenti delle tifoserie: serve un cambiamento culturale. «La cosa andrebbe risolta a monte, con un salto culturale come avvenuto in Inghilterra: allo stadio bisogna andare per fare il tifo, non per fare a botte o lanciarsi petardi».
Setti comprende anche la logica che guida gli attuali provvedimenti, ma ne evidenzia le conseguenze sulla maggioranza dei sostenitori. «Poi è chiaro che la linea scelta adesso è quella di eliminare il problema alla radice, vietando le trasferte e sollevando le forze dell’ordine da questi compiti per impiegarle forse in cose più inerenti la criminalità. Purtroppo di mezzo ci va la stragrande maggioranza dei tifosi e questo spiacе molto».
L’amicizia con Piccoli: «Sono orgoglioso di averlo portato a Mantova»
Il capitolo più personale del colloquio è quello dedicato a Filippo Piccoli. Setti non ha mai interrotto i rapporti con l’attuale riferimento della società biancorossa e conferma di averlo sentito anche nei giorni che precedono il derby. «Ci siamo messaggiati in questi giorni, mi ha invitato allo stadio».
Parole di stima e soddisfazione accompagnano il giudizio sul percorso intrapreso da Piccoli a Mantova. «Sono orgoglioso di averlo portato a Mantova, credo che per la città sia stato un investimento molto importante. È appassionato, ha acquisito esperienza anche dal punto di vista tecnico e ha fatto una ristrutturazione importante della società, creando entusiasmo con ottimi risultati».
Da qui l’invito rivolto direttamente alla piazza: «Credo che i mantovani debbano tenerselo ben stretto».
Gli viene fatto notare che Piccoli stia applicando, almeno in parte, una filosofia societaria simile a quella che Setti aveva utilizzato durante la propria esperienza a Verona. L’ex presidente accoglie il paragone con soddisfazione: «Se gli ho trasmesso qualcosa su come si debba fare calcio mi fa piacere, investire sui giovani e valorizzarli è la strada giusta».
E come ha vissuto Piccoli l’avvicinamento a una partita così particolare, considerando le sue origini veronesi? Setti sorride prima di rispondere: «È una partita particolare, ma è giusto e normale che Filippo tenga per il Mantova, pur non rinnegando la sua origine veronese e l’amore che ha coltivato per i colori gialloblù».
Infine, un augurio che è anche il riconoscimento del percorso avviato insieme: «Personalmente gli auguro il meglio e sono contento di aver aperto la strada a un progetto ambizioso».
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