Al termine della sconfitta contro il Palermo allo stadio Martelli, Simone Trimboli è intervenuto in conferenza stampa per analizzare la prestazione del Mantova e il suo ritorno in campo dopo un mese e mezzo di assenza. Il centrocampista biancorosso si era infortunato al flessore proprio contro i rosanero, al Barbera, in occasione dei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Nonostante il risultato negativo, il Mantova ha dimostrato di poter tenere testa a una delle squadre più attrezzate del campionato, disputando una buona gara per circa un’ora. Trimboli ha sottolineato la necessità di ripartire dalla prestazione, senza perdere di vista l’obiettivo stagionale: la salvezza.
Il ritorno in campo e l’analisi della partita
Come stai fisicamente? E che bilancio fai della prestazione del Mantova contro il Palermo?
«Io sto bene, mi sento bene. Per quanto riguarda la prestazione, credo che abbiamo fatto una buona partita per 60-70 minuti. Dopo il gol, probabilmente, dovevamo fare di più e potevamo fare di più. Non deve essere un rimpianto, ma un aspetto su cui dobbiamo lavorare, così come dobbiamo migliorare sui gol subiti. Abbiamo comunque disputato una buona prestazione, giocando bene e dando filo da torcere al Palermo, che è oggettivamente una squadra molto forte, sia a livello individuale sia come collettivo. Dobbiamo continuare a lavorare e non accontentarci, perché il campionato è lungo. Se ci fermiamo, perdiamo di vista il nostro obiettivo, che inizialmente deve essere la salvezza. Poi vedremo quello che riusciremo a raccogliere».
Cinismo e fase difensiva: gli aspetti da migliorare
È mancato un po’ di cinismo, soprattutto nelle occasioni create nel primo tempo?
«I nostri attaccanti ci hanno fatto vincere tante partite e questa è la prima sconfitta. Non possiamo dire che non abbiamo segnato per colpa degli attaccanti. Dobbiamo lavorare ancora di più sulla fase difensiva, perché se non subiamo gol, prima o poi i nostri attaccanti possono sempre trovare la rete. Si può parlare di cinismo e cattiveria, ma quando giochi così bene e riesci a mettere in difficoltà squadre tanto forti, può capitare di segnare e di vivere una partita diversa. Lavoreremo su questo aspetto, ma non è qualcosa che mi preoccupa particolarmente».
«Tutte le squadre capiranno che devono rispettarci»
Con quale consapevolezza esce il Mantova da questa partita?
«Con la consapevolezza che per loro è stata una partita difficile. Un’esultanza così da parte del Palermo, che viene a vincere a Mantova, dà un significato particolare alla vittoria: vuol dire che ci rispettano. E credo che da adesso tutte le squadre capiranno che devono rispettarci. Siamo una squadra probabilmente giovane, ma con ambizione, che lavora duramente e si dà da fare. Dobbiamo continuare su questa strada».
Il mese e mezzo lontano dal campo: «È brutto stare fuori»
Come hai vissuto il periodo lontano dal campo e in che modo hai cercato di aiutare i compagni durante l’infortunio?
«È brutto stare fuori, ma ho cercato di dare una mano ai compagni, che è la cosa più importante. So qual è il mio ruolo da capitano: aiutare tutti i ragazzi, sia quelli più grandi sia i più giovani, e far capire loro che cosa significa Mantova. Ho saltato alcune partite, ma ho lavorato dal punto di vista fisico per rientrare il prima possibile e tornare a dare una mano ai miei compagni».
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