Per il Mantova è stata una stagione ricca di gioie e dolori. Dopo 14 anni dall’ultima volta (era il 2009-10) i biancorossi sono tornati nel calcio che conta, la Serie B. Quest’anno i virgiliani hanno percorso 7.294 chilometri su e giù per l’Italia.
La salvezza conquistata sul campo a maggio contro il Catanzaro è già di per se un miracolo, soprattutto se si guarda il monte ingaggi delle avversarie rispetto a quello del Mantova. Ripartire con lo stesso gruppo dopo aver dominato l’anno prima in Serie C per molti sarebbe stato un azzardo, mentre per il direttore Christian Botturi e mister Davide Possanzini no. Adesso però, come ribadito dal presidente Filippo Piccoli: «Di solito il seconda anno in B è più difficile del primo» bisognerà dimostrare di aver imparato la lezione e puntare ad una salvezza un po’ più tranquilla (obiettivo dichiarato dalla società).
La timidezza e l’emozione di giocare in stadi nuovi e blasonati dovranno essere messe da parte. Ma il compito più arduo spetterà all’allenatore e al suo staff tecnico, che dovranno gestire al meglio sia le energie fisiche e mentali dei giocatori. Andando su e giù per l’Italia, il corpo e la mente devono abituarsi ad ambienti diversi. Per questo, l’esperienza maturata da agosto 2024 a maggio 2025 deve aver insegnato qualcosa. In questa stagione il Mantova ha percorso ben 7294 chilometri su e giù per l’Italia, una media di quasi 730 al mese per 10 mesi.
La fortuna però ha voluto che la maggior parte delle trasferte fossero “vicine” e soltanto 2 su 18 di distanza superiore ai mille chilometri. Per sfidare il Palermo al “Renzo Barbera” i biancorossi hanno percorso 1.373 chilometri (il calcolo è inteso in automobile, senza aeroplano); a seguire c’è stata Catanzaro: 1.059. Cosenza occupa il terzo gradino del podio con 962 km, mentre Bari conquista la medaglia di legno con i suoi 777.
Per quanto riguarda invece le trasferte più vicine, a vincere è stata Cremona con i suoi 66 km, seguita da Modena 72 e Brescia 79. Chiudono ai piedi del podio Sassuolo e Reggiana, con entrambe le formazioni che giocano al Mapei Stadium di Reggio Emilia, distante 85 km. Se per alcuni possono sembrare tanti i 7.294 della prima stagione, l’anno prossimo sarà ancora peggio. Di fatto la distanza percorsa dai virgiliani aumenterà fino a toccare quasi quota 8mila chilometri. Tra le new entry Avellino comanda con 695, mentre Pescara (477) e Virtus Entella (222) chiudono il terzetto di testa. Monza, Venezia ed Empoli, retrocesse dalla A, sono tutto sommato vicine (143, 190 e 216), così come Padova (118).
Ad incidere sul dato è soprattutto Castellammare di Stabia, con i suoi 689 chilometri. Nella stagione conclusasi a maggio, per via dei lavori di ammodernamento del Romeo Menti, Juve Stabia-Mantova si giocò a Piacenza, al Leonardo Garilli (distante “solo” 105 chilometri). Per il Mantova si prospetta un’altra stagione impegnativa e per cuori forte, da trascorrere sulle montagne russe. Su e giù per l’Italia ci andranno anche i tifosi che hanno sempre risposto presenti all’appello. Tutti insieme uniti l’un l’altro per vivere un’altra annata da brividi.
(fonte La Voce di Mantova)


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